giovedì 19 dicembre 2013

Strike!

Beh, quello di oggi ha proprio totalizzato una tale serie di punti in un solo colloquio, che non posso fare a meno di raccontarlo...

Suona alla porta e per caso vado ad aprire io: entra e si fionda nella sala del colloquio prima che io abbia finito di dire "Buongiorno".

Ok, prego, si accomodi: vado a prendere il suo curriculum e la raggiungo.

Inizio, come sempre, a raccontare brevemente qualcosa della società: chi siamo, cosa facciamo, i nostri clienti, i nostri collaboratori, le figure professionali che trattiamo.
Sto per terminare il discorso preregistrato (magari! mi risparmierei un sacco di voce...) dicendo che comunque il nostro obiettivo è di mantenere le collaborazioni durature anche al di là dei singoli progetti e, interrompendomi, interviene un po' a sproposito sostenendo che sì, in effetti è meglio cambiare progetti perchè insomma, dopo 2 anni dallo stesso cliente poi ci si rompe anche un po'.

Soprassediamo, a questo punto gli chiedo di raccontare la sua esperienza, il suo percorso professionale.
Giunge al punto in cui ci spiega che è passato a programmare da un linguaggio ad un altro perchè IBM spingeva in quel senso. Guarda me e la mia collega. "IBM, che non so se la conoscete, ma è una grossa azienda informatica, una multinazionale, insomma, anche abbastanza famosa".

Scusami: stai facendo un colloquio in una azienda del settore informatico. Cosa ti fa presumere che non conosciamo IBM? Basita. E sì, anche un po' offesa. Se non avessi avuto idea di chi fosse e cosa facesse IBM, non mi avrebbero nemmeno assunta. E' un po' come chiedere a un salumiere se ha mai sentito nominare Rovagnati.

Ma proseguiamo.

Nel mezzo del discorso chiede se possiamo darci del tu. Eh, diamoci del tu, tanto a questo punto, visto che hai dovuto spiegarci chi è IBM, probabilmente ci stai considerando come delle sorelline minori (e spero non minorate) e ti riesce difficile mantenere il "Lei".

Dopo circa 20 minuti di colloquio si ferma, guarda verso il mio orologio e mi chiede: "Scusa, che ore sono?" "Le 9.45" "Ah, ok, grazie. No perchè alle 11.00 dovrei essere da un'altra parte a fare un altro colloquio. Sai, oggi ne ho infilati 4 uno dietro l'altro".

Sia chiaro, è il segreto di Pulcinella che un consulente libero o che si sta liberando ha una serie di colloqui organizzati, ci mancherebbe altro, non pretendo mica l'esclusiva, sono realista. Ma non è buona educazione farlo presente così. E se pensi di essere in ritardo, basta un'occhiata discreta al tuo, di orologio.

Mettetevi comodi, non è ancora finita.

Dopo 5 minuti suona il cellulare. "Scusate, mi stanno chiamando". Estrae faticosamente il cellulare dalla tasca, si gira con la poltrona dandoci le spalle. "Possiamo risentirci tra 10 minuti?". Si rigira. "Eh, erano quelli dell'[azienda precedente], mi hanno fatto un'offerta, ma bassina, solo ***€ al giorno, non penso di accettarla".
Non sono tua sorella, non sono il tuo migliore amico, non sono il tuo commercialista. Sono un potenziale datore di lavoro. Forse il concetto non è chiaro abbastanza.

Ok, passiamo a vedere le opportunità che abbiamo da sottoporgli.
"Mmmm, questa richiesta non mi fa molto impazzire. Se l'attività doveva iniziare a novembre e non hanno trovato nessuno è perchè sono nella merda".
Potremmo anche concordare, ma forse è meglio se le opinioni di questo tipo le tieni per te.

Comunque ha altri colloqui in ballo, alcune proposte, forse è meglio se ci sentiamo dopo le feste, eh?
Forse questa volta avrei potuto davvero utilizzare un bel Le faremo sapere....


domenica 8 dicembre 2013

Come cercare lavoro - le Agenzie per il Lavoro / 2

Qualche suggerimento per lavorare al meglio con le ApL

- Al primo incontro porta sempre un CV cartaceo con te: ti faranno comunque compilare la loro scheda che inseriranno a database, ma talvolta allegano anche il tuo curriculum;

- Meglio se ti presenti avendo in mente già una inserzione che hanno pubblicato, altrimenti fai in modo di far capire nei primi 15 secondi per che cosa ti proponi (operaio, impiegato amministrativo, segretaria, magazziniere...)

- Se hai fortuna ti possono fare un minicolloquio di 5 minuti, altrimenti prova a fartene fissare uno in tempi brevi. I suggerimenti per affrontarlo al meglio sono gli stessi che abbiamo già trattato in altre sedi qui sul blog e che comunque poi approfondiremo.
Un'unica annotazione. Paradossalmente è quasi più grave "bucare" un colloquio con una agenzia, che quello con una azienda: l'azienda ha una sola opportunità da proporti, l'agenzia ne ha una adesso ma potenzialmente infinite altre da domani in poi...fai tu due conti!

- Quando trovi sul giornale o su internet un annuncio della filiale dove sei già stato, ritorna lì a farti vedere: al telefono non è detto che ti riconoscano, con tutte le persone che incontrano ogni giorno...

- se il tuo periodo a casa si prolunga più del desiderato, presentati quasi regolarmente nelle filiali dove ti sei trovato meglio, dove hai stretto una sorta di alleanza (preziosissima) con il selezionatore, o con cui hai già lavorato: se non ti fai vedere/sentire per un po', saranno autorizzati a pensare che non sei più in cerca di lavoro e davanti a te passeranno gli ultimi arrivati in filiale.
Mi raccomando però, non più di una volta al mese/mese e mezzo! Anche la troppa insistenza può essere controproducente: non vogliamo mica una denuncia per stalking, vero?

- Se anche nella prima filiale in cui ti presenti ti dicono che hanno un database condiviso e che quindi è inutile andare in quella del paese vicino, ricordati che il rapporto personale conta di più di un numero identificativo e di un CV.

- Meglio aver chiaro da subito se l'opportunità proposta è fine a se stessa, se sono previsti rinnovi o se è scopo assunzione: eviterà delusioni e arrabbiature alla chiusura del contratto.

- Ricordati poi che aver già lavorato, anche se per poco, con una agenzia e con buoni riscontri, genera un circolo virtuoso tale per cui per un lavoro simile è più probabile che tu venga richiamato per primo, piuttosto che iniziare un nuovo giro di selezione, screening CV e colloqui...

Prossimamente affronteremo invece il tema delle società di Ricerca e Selezione, che sono in parte simili ma in parte anche differenti dalle Agenzie per il Lavoro.

venerdì 6 dicembre 2013

Come cercare lavoro - le Agenzie per il Lavoro / 1

Proseguiamo il tema dei canali sulla ricerca del lavoro.
Immagino già che a leggere il titolo alcuni di voi abbiano storto il naso...tipicamente le famigerate "interinali" hanno la nomea di essere agenzie che offrono contratti brevi, rinnovi settimanali e lavori di basso profilo e scarsa professionalità.

Ora, io non conosco te che stai leggendo, che titolo di studio hai, che percorso hai fatto nella tua storia lavorativa, se hai degli obiettivi di carriera o stai solo cercando "un lavoro qualsiasi" per poterti mantenere.
Vorrei solo affermare e sottolineare che ogni strumento, ogni canale, ha le sue peculiarità e potrebbe essere più o meno efficace a seconda del profilo professionale e degli obiettivi che ci si pone: l'Agenzia per il Lavoro in sè non è da vedere come il male assoluto, sinonimo di sfruttamento e precarietà. E' un sistema che, in sè, ha un suo senso, sempre che sia utilizzato nel modo corretto, ovviamente.

Il tipico esempio è quello del pubblico giovane: neodiplomato, nessun desiderio di proseguire gli studi, cerca un primo impiego qualunque (o quasi) per introdursi nel mondo del lavoro; lavoro estivo, part time, sotto le feste, giusto per pagarsi le vacanze; lavoro saltuario durante l'anno, per pagarsi gli studi e le piccole spese. Alla fin fine sono nate quasi solo per questo, e in parte proseguono anche su questa strada.

Poi le cose si sono evolute, ci sono state nuove leggi e riforme del lavoro (su cui non sto a tediarti) e le aziende a mano a mano hanno iniziato a cogliere gli aspetti positivi del lavoro in somministrazione, non solo per coprire assenze per ferie, malattie o congedi di maternità, ma anche per prolungare in qualche modo il periodo di prova di pesone che avevano comunque intenzione di assumere.
Ne sono derivati, ovviamente, anche degli abusi, ma sono comunque convinta che le Angenzie per il Lavoro possano costituire un buon trampolino per l'ingresso e il reinserimento nel mondo del lavoro.

Parlo di reinserimento perchè è anche il sistema migliore per chi si ritrova senza lavoro, per avere un interlocutore che possa presentare più di una opportunità lavorativa, radicata sul territorio, con un ampio ventaglio di aziende a cui far riferimento.

Non bisogna poi dimenticare che ogni agenzia, e soprattutto ogni filiale, è fatta in primo luogo delle persone che ci lavorano dentro, quindi lo stesso brand può essere rappresentato da professionisti che fanno coscienziosamente il loro dovere, tanto quanto da svogliati e insoddisfatti scaldapoltrone. Non bollare quindi tutta l'azienda a causa di un singolo dipendente.

Certo, ci sono Agenzie per il Lavoro che sono più famose, più diffuse sul territorio, più strutturate, con maggiore sensibilità umana e più serie di altre. Non per questo vien meno quanto ho detto poco fa.

Potrei citare un po' di nomi, ma per sapere poi dove sono le filiali più vicine, rimando al portale pubblico per il lavoro e al suo Cerca Sportello (che tra l'altro include anche i centri per l'impiego). Spero sia aggiornato!

Nel prossimo post scenderò un po' più nel concreto con qualche suggerimento utile per sfruttare al meglio questo canale.

lunedì 11 novembre 2013

Lavoro e Social Network

Segnalo una interessate infografica a cura di Adecco rispetto ai risultati di una ricerca, “Il lavoro ai tempi del #socialrecruiting e della #digitalreputation” condotta da Adecco Italia, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

In sintesi: hanno intervistato sia candidati che figure HR per capire quanto viene utilizzato il social network nella ricerca di lavoro, nella creazione della social reputation, nella gestione della propria rete di contatti e via dicendo.

Avevo già intenzione di affrontare il tema qui sul blog: per il momento vi lascio con un contributo sicuramente più autorevole del mio, sperando comunque di lanciare qualche spunto per un po' di discussione...

venerdì 8 novembre 2013

Competenze extracurriculari - guest post

Inauguro questa sezione collaborativa, che spero si arricchirà presto di molti contributi, con una storia vera di una collega del mondo dell'outplacement:

Durante un colloquio oggi: Io "Competenze extracurriculari?" Lei "in ambito assicurativo mi occupo personalmente dell'assicurazione della mia auto, poi ho cercato casa ed ho seguito tutte le fasi fino al mutuo, inoltre tengo nota scrupolosamente di tutte le entrate ed uscite che mi riguardano con fogli excel". Non mi prendeva in giro, era seria.
- Meg

 

martedì 29 ottobre 2013

Just in time

Immagine di stillfx
A volte (spesso) è solo questione di fortuna...ma un pizzico di disponibilità potrebbe far pendere l'ago della bilancia un pochino più a tuo favore.


Ho una nuova ricerca da seguire, urgente urgentissima, per un cliente importante.
Per prima cosa controllo le candidature ricevute in un'occasione simile, per vedere se c'è qualche profilo in linea e verificare la disponibilità ad un colloquio.
Ne trovo uno e fisso il colloquio: dal lunedì, giorno in cui chiamo, al venerdì.

Cerco sui siti che utilizziamo, ma niente annuncio, non ho tempo: trovo qualche altro profilo interessante, lo contatto, fisso il colloquio: uno il mercoledì, un altro il giovedì, un terzo ancora di venerdì.

I colloqui vanno tutti bene, a parte il terzo che non accetta la nostra proposta economica (ci sta) e mando le candidature al cliente.
Vista l'urgenza, il giovedì sera mando quelle dei primi due e venerdì mattina devo già organizzare i colloqui di entrambi dal cliente. Il caso vuole che si riproponga lo stesso ordine cronologico: il primo lunedì, il secondo martedì.

Non conosco ancora l'esito finale della selezione, ma è probabile che il terzo candidato non potrà nemmeno essere presentato al cliente.
E' un mondo crudele, lo so, ma è un mondo dove la rapidità è tutto, e la disponibilità ad un colloquio, a volte, può fare la differenza...

mercoledì 16 ottobre 2013

[titolo post]

Arriva proprio ora, fresca fresca, questa risposta ad un nostro annuncio:


07/11/2012

Spett.Le Responsabile Assunzioni

Ho consultato l'offerta di lavoro pubblicata su Monster per la posizione di [titolo annuncio], e vorrei ricevere maggiori dettagli sulla stessa.



Notiamo subito la data aggiornatissima...quasi un anno fa.

E poi, soprattutto, [titolo annuncio]...

Senza dubbio lodevole il tentativo di una piccola personalizzazione della lettera... ma ricorda sempre: il diavolo è nei dettagli!!!

martedì 15 ottobre 2013

La lettera di presentazione

Un piccolo passo indietro per parlare di un altro strumento importantissimo nella ricerca del lavoro: la lettera di presentazione.

Spesso è considerata un di più, una scocciatura da scrivere, una pagina in più da leggere (o da saltare a piè pari)...ma sono convinta che usata nei dovuti modi e nelle giuste occasioni, possa essere davvero d'aiuto.

Come per il CV, anche per la lettera occorre avere ben in mente l'obiettivo, sia in termini di destinatario, sia relativamente al ruolo professionale. Per questo motivo in realtà potremmo avere N lettere di presentazione, tanti quanti sono i CV inviati.

La traccia da seguire in ogni caso è questa:

- individuazione del profilo: "Sono un sistemista Microsoft" / "Sono un'impiegata amministrativa" / "Sono un giovane neolaureato in Scienze della Comunicazione".

- breve descrizione dell'esperienza: "ha maturato la mia esperienza all'interno di aziende produttive di media dimensione, dove mi occupavo di gestire e mantenere la struttura informatica"....

Attenzione: se hai già inserito la descrizione del profilo all'inizio del CV, non è saggio fare un copia/incolla, ma sarebbe meglio una parafrasi.
Oppure, se scarseggia l'ispirazione, potresti tenere due versioni del curriculum: una con la sintesi del profilo, da salvare nei siti di annunci nel caso non potessi mettere la lettera, e una senza quando mandi il CV accompagnato dalla lettera.
Tieni sempre comunque da conto il rischio che CV e lettera possano venire separati, e quindi sarebbe opportuno avere una presentazione anche sul curriculum.

- motivo per cui ti candidi - e qui si apre un mondo... In realtà la lettera dovrebbe cambiare per ogni destinatario (o gruppo di destinatari: se la mandi a 10 aziende di consulenza informatica, basta una lettera uguale per tutti, a meno che, per esempio, tu abbia qualcosa di specifico da dire ad IBM rispetto a tutti gli altri). In questa parte devi in pratica trasferire il perchè stai scrivendo proprio a loro, giustificandolo con la tua esperienza, esplicitando il perchè ritieni di avere le competenze per ricoprire un dato ruolo, che va comunque dichiarato.

Quest'ultima parte è appunto quella più personalizzabile, perchè cambierà a seconda che tu stia rispondendo ad un annuncio o che stia inviando la tua autocandidatura ad una società di selezione del personale o a una azienda specifica, come nei 2 esempi qui sotto:


Egregio dottore / Gentile dottoressa,

sono una impiegata con mansioni segretariali e di addetta alla reception.

Negli ultimi anni ho lavorato presso Xxxxxx occupandomi della gestione delle chiamate e dell’accoglienza clienti e supportando l’ufficio storni quando richiesto.

Oggi, a fronte di una riorganizzazione che ha coinvolto la mia azienda, sono alla ricerca di una nuova occupazione in ambito impiegatizio/segretariale o come addetta alla reception/centralino. 

Pertanto sottopongo alla sua cortese attenzione il mio curriculum, che le allego, e resto a disposizione per un eventuale colloquio di approfondimento delle mie esperienze professionali.

Con l’occasione porgo

Cordiali saluti
Nome Cognome

__ o __

sono una giovane laureata in Relazioni Pubbliche, con una esperienza pregressa di Customer Service e segreteria, maturata in una azienda farmaceutica.

Attualmente collaboro con l’ufficio stampa di una nota azienda del settore lusso, in cui mi occupo prevalentemente di rassegna stampa quotidiana, oltre che della preparazione e dell’invio delle cartelle stampa e dei comunicati.

Essendo stata assunta con contratto a tempo determinato a breve scadenza, sono a propormi alla vostra società per poter spendere le mie competenze, maturate sia all’estero, presso un’azienda che si occupa di fiere per il Business to Business, che nella società in cui mi trovo attualmente.

Sono inoltre una persona affidabile, con spirito di iniziativa e senso di responsabilità, capace di lavorare con efficacia sia autonomamente, sia come parte di un team.

Invio pertanto il mio curriculum vitae, restando a disposizione per eventuali approfondimenti sul mio profilo professionale.

In attesa di un vostro cortese riscontro porgo

Cordiali saluti
Nome Cognome

giovedì 10 ottobre 2013

Come cercare lavoro - rispondere agli annunci

Benissimo, ti sei iscritto a diversi siti che pubblicano annunci di lavoro, hai inserito il tuo CV e i tuoi dati personali, hai scelto se rendere o meno visibile alle aziende il tuo profilo in modo che possano contattarti direttamente senza che tu ti sia candidato ad una loro offerta.

Ora è giunto il momento di affrontare una bella fetta del lavoro di cercare lavoro.

Prima di tutto...Come selezionare gli annunci
Non è infrequente trovare annunci davanti ai quali sorge spontanea la domanda "ma sarà una fregatura?" "sarà serio?".
La prima cosa da fare è leggere bene il testo: più l'attività è dettagliata e più veritiera è la ricerca di personale. Se la descrizione è confusa, se non si capisce bene quale sia l'attività prevista e quali competenze siano richieste, può giustamente sorgere il dubbio sulla serietà della proposta.

Altro aspetto da verificare è la "reputazione" dell'azienda che pubblica l'annuncio: se l'offerta desta il tuo interesse ma non conosci chi l'ha propone, puoi molto semplicemente fare un giro sul suo sito, o cercare su Google pareri diretti da altri tuoi colleghi. Questo è molto utile per evitare fregature belle e buone, le classiche dove sembra che ricerchino una receptionist o un magazziniere ma invece cercano solo venditori per macchinari da aerosol che prendono sì 1500€ netti al mese, ma si devono girare tutta la Lombardia a proprie spese...e a conti fatti direi proprio che non conviene.

Ci sono poi degli annunci che servono semplicemente ad arricchire il database: ammetto che sono la prima ad utilizzarli, ma non sono necessariamente negativi o da scartare, dipende tutto da come l'azienda li usa. Io, per esempio, li adopero per avere sempre a disposizione una serie di profili professionali che so i clienti mi richiedono frequentemente, e poi comunque in genere mantengo i contatti con i candidati che incontro, aggiornandoli anche nei mesi successivi sulle opportunità che potrebbero interessare; questo vale anche per le agenzie per il lavoro, le famigerate e tanto bistrattate "interinali" (ci ritorneremo su).

L'importante è valutare l'investimento emotivo che fai sul singolo annuncio: leggendolo dovresti riuscire a capire (e con un po' di allenamento ti farai l'occhio) su quale puntare di più e quindi aspettarti ragionevolmente un riscontro, e su quale invece candidarti "giusto per non sprecare una potenziale occasione".

Come rispondere agli annunci
Ok, hai davanti a te l'annuncio che hai scelto e a cui vuoi candidarti. Il tuo CV è salvato sul sito e anche una bozza di lettera di presentazione è lì, pronta per essere modellata ad hoc e inviata.
Il grosso del lavoro sta anche qui: non è sufficiente infatti, per quanto comodo, fare un semplice click sul pulsante "candidati". L'ideale sarebbe tenere in considerazione il testo dell'annuncio, evidenziare i punti salienti e, nella lettera di accompagnamento, dimostrare in maniera discorsiva di avere le caratteristiche richieste.

Non è detto, lo ammetto tranquillamente, che la lettera sarà letta nei minimi dettagli da chi riceverà il curriculum, ma è veramente molto utile per motivare una candidatura che alla prima occhiata può sembrare incoerente o un po' lontana con la richiesta: questo vale soprattutto per chi ha poca esperienza, o per chi si sta allontanando dal proprio percorso professionale per cercare altre strade. In queste occasioni nella lettera va messo in evidenza il motivo per cui vale la pena concederti almeno un colloquio, e devi essere convincente!

Ci sono domande?


Update
Questo è un esempio virtuoso di lettera per accompagnare la candidatura:
Buongiorno,
mi chiamo Nome e Cognome, ho 29 anni e sono una neolaureata in Scienze di internet c/o l’Università di Bologna. Ho una laurea triennale come Ingegnere informatico conseguita il 12/3/2010 all’Università “Federico II” di Napoli.
Attualmente sto svolgendo un'attività di stage come analista funzionale presso un'azienda informatica di Milano.
Considerati i miei studi nel campo dell’Information and Communication Technology (ICT), dell’economia e della gestione dei sistemi e processi aziendali, gestionali e delle reti sociali ritengo di essere la persona giusta per il lavoro offerto.
La capacità di relazionarmi con gli altri mi aiuteranno a imparare rapidamente durante le prime settimane di lavoro.
Inoltre, i viaggi effettuati nei vari Paesi europei mi hanno portato a sviluppare una buona capacità di adattamento verso qualunque situazione.
Inoltre, ho una buona conoscenza dell’Inglese e dello Spagnolo.
Spero che la mia candidatura sia presa in considerazione e resto a disposizione per ulteriori informazioni e per un’eventuale colloquio conoscitivo.
Cordiali saluti

mercoledì 9 ottobre 2013

Come cercare lavoro - i siti specializzati

Eccoci finalmente a parlare dei canali per la ricerca del lavoro.
Il primo e, se vogliamo, il più classico, è quello degli annunci di lavoro.


Una volta, come nell'immagine qui sopra, con pazienza si apriva il giornale e si leggevano i vari annunci.
Oggi, con pazienza si apre internet e si leggono i vari annunci.

Non è che sia cambiato molto, eh?

Beh, la sostanza no, in effetti, e i buoni consigli che valevano allora sono validi anche adesso.

Dove trovare gli annunci
Innanzitutto è meglio non perdersi nel marasma di siti che proliferano, ripetendo e replicando le stesse ricerche di personale. Meglio concentrarsi sui migliori, i più diffusi e utilizzati dalle aziende.

Portali di ricerca del lavoro generalisti
Sono le più classiche vetrine di annunci e lo strumento più utilizzato. Permettono di iscriversi caricando il proprio curriculum, spesso in più di una versione, e una o più lettere di presentazione. Questo da una parte permette di candidarsi rapidamente e, dall'altra, di essere ricercabili dalle aziende che per svariati motivi preferiscono non pubblicare la loro ricerca di personale.
Qui sotto elenco i principali, quelli che conosco meglio e ritengo i più efficaci.

Di solito consiglio di iscriversi comunque a tutti, utilizzarli per un paio di settimane in maniera continuativa, e poi scremare quelli con cui ci si trova meglio o che offrono maggiori possibilità rispetto alla propria professionalità.
Una volta selezionati, è meglio avere la pazienza di consultare quei 2 o 3 prescelti tutti i giorni, per non perdersi neppure un annuncio e non farli invecchiare.
Non sono molto a favore delle newsletter, a meno di attivarle con cadenza settimanale e solo dei siti che hai deciso di non considerare nella tua attività quotidiana di ricerca.

Giornali
TrovoLavoro (Corriere della Sera) e MioJob (Repubblica) sono i migliori e i principali: hanno fatto evolvere la storica pagina di inserzioni sul formato cartaceo (che comunque persiste) e l'hanno trasformata in un vero e proprio portale di annunci di lavoro.

I motori di ricerca/aggregatori
Sono i Google della ricerca di lavoro: aggregano gli annunci pubblicati sui vari portali ma anche sulle sezioni "lavora con noi" dei siti aziendali. Il rischio grosso è la ridondanza, e la scocciatura è che rimandano a siti a cui ci si deve comunque iscrivere per poter procedere con la candidatura. Ma se hai poco tempo per "surfare" sui diversi siti, allora hanno il loro perchè.
Segnalo in particolare Jobrapido e MotoreLavoro.

Siti specializzati
Ci sono poi dei siti che preferiscono specializzarsi su determinati settori professionali.
Alcuni esempi:

Sembra un'osservazione banale, ma quando ci si imbatte in un portale orientato ad un settore che non è il tuo, non vale proprio la pena perdere tempo ad iscriversi: tu non ne guadagni niente, mentre indisponi chi sta cercando uno specialista.

Infine...
Personalmente diffido dei vari servizi a pagamento, ma immagino che a livelli più alti (Quadri, Dirigenti) possa essere anche preso in considerazione un servizio come quello di Experteer, per quanto sul web ci siano pareri controversi.
Nel dubbio, vale la massima di lasciare perdere qualsiasi servizio a pagamento quando ce ne sono tanti e validi, ma soprattutto gratuiti.

Per ora mi fermo qui. Ti lascio il tempo per iniziare ad esplorare i vari link che ho riportato, cominciare ad iscriverti e inserire il tuo CV (abbi pazienza, l'operazione potrebbe essere un po' lunga). La prossima volta vediamo meglio come fare a rispondere agli annunci che ti interessano.

domenica 6 ottobre 2013

Mira al bersaglio giusto!

"Mi piacerebbe proseguire la carriera nei settori tecnici (informatica, elettronica, telecomunicazioni), ma prendo comunque in considerazione anche attività completamente diverse."

...diciamo che non è la cosa migliore da scrivere quando ti candidi ad una società di consulenza informatica...


Quando mandi ad una azienda un curriculum spontaneo, cioè senza rispondere ad un annuncio preciso ma perchè la conosci, ti interessa il settore, ti piacerebbe lavorare lì...tieni sempre presente chi sono, cosa fanno e perchè ti stai candidando.

Esempio: se vuoi fare il web designer e mandi il tuo CV ad una web agency, tenendo a sottolineare che sei interessato anche a fare altro, potresti far nascere qualche dubbio sulla tua reale motivazione.

Una frase come quella riportata sopra, invece, va bene se il CV arriva ad una agenzia per il lavoro, perchè in questo modo espliciti il tuo settore di preferenza, ma anche la disponibilità a valutare nuove opportunità.


venerdì 4 ottobre 2013

Questo è un post cattivo...

...lo tenevo in serbo per un giorno in cui sarei stata particolarmente stufa di sentir parlare di disoccupazione così a caso, senza considerare elementi che vanno oltre la crisi generale (e che diventa una bella scusa, alle volte).

Io mi rendo conto di essere una privilegiata, lo so e ringrazio ogni giorno per questo. Ma dall'alto del mio privilegio mi permetto di giudicare (nel senso di dare un giudizio mio, un parere) alcune situazioni che ciclicamente si pongono alla mia attenzione, perchè ho anche la convinta presunzione di credere che, se un domani fossi a casa a cercare lavoro, piuttosto che niente accetterei anche "piuttosto".

Cosa mi fa arrabbiare:
- Sono a casa e sto cercando lavoro, però qui a Milano, però raggiungibile con i mezzi al massimo entro mezz'ora, possibilmente evitando la metropolitana, e però con un solo cambio di mezzo.
- Sono a casa da 6 mesi però non accetto i lavori a tempo determinato, men che meno il contratto a progetto o l'interinale.
- Sto cercando un lavoro che mi realizzi, mi sono laureato 6 anni fa in Filologia Romanza con specializzazione sui Trovatori del Liechtenstein meridionale e non trovo nulla inerente i miei studi.
- Sono in cassa integrazione: bhè, intanto mi faccio tutta la cassa, che è un mio diritto, poi ci sarà la mobilità e magari quando è finita quella cerco qualcosa (e intanto sono passati 3 anni, il mondo è andato avanti, e tu?)

"E però faccio fatica a trovare lavoro e non capisco: sarà la crisi. E c'è anche un sacco di gente raccomandata"
Sulle "raccomandazioni" parleremo sicuramente in un'altra occasione. Quello su cui voglio sfogarmi qui è la pretesa di ricevere tutto senza sforzo, senza un po' di sacrificio o di compromesso.
Se si può scegliere ben venga, ci mancherebbe, ma a volte bisogna adattarsi, se si vuole avere un lavoro. Ovviamente ci sono delle necessità oggettive, dei paletti dati dall'organizzazione famigliare, vincoli irremovibili: altrettanto ovviamente, non è di questi che parlo.

Mi fa arrabbiare chi non fa lo sforzo di essere più flessibile e dimostra pretese assurde anche in un momento di bisogno, come quel padre di famiglia che ho seguito anni fa: 2 figli piccoli a carico, moglie a casa. L'azienda per cui lavorava come operaio aveva avviato una procedura di mobilità che coinvolgeva una ventina di persone, tra cui lui, che per tutta la vita aveva lavorato sempre e solo nella stessa città (hinterland milanese). Ha rifiutato delle offerte di lavoro in aziende del paese immediatamente confinante...

Choosy?

Sono convinta che valga sempre la pena seguire i propri sogni e cercare il lavoro ideale, sia da giovani che si affacciano sul mondo del lavoro per la prima volta, sia da adulti nella condizione di doversi ricollocare; ma siccome il pane che mangiamo è reale, occorre darsi un limite entro cui dedicarsi esclusivamente all'inseguimento del proprio sogno, per poi aprirsi altre strade più concrete quando il sogno tarda ad avverarsi.

E per ora mi fermo qui.

No, tranquillo, non sto parlando di te. Presenti esclusi, ovviamente. Sempre.

Ma diamo pure il via al dibattito.

giovedì 3 ottobre 2013

Il CV in inglese

Non candidarti per la prima volta ad un'azienda inviando il CV in inglese se non lo sai davvero in maniera fluente: crei una aspettativa sul tuo livello di conoscenza della lingua che poi potrebbe venire bruscamente disattesa nel momento in cui improvvisamente, a colloquio, dovessero rivolgerti una domanda in inglese.


Oltretutto, che figura ci fai se scrivi male e con errori ortografici e di sintassi? e se anche te lo corregge l'amico madrelingua, che senso ha indicare un "livello B2 / sufficiente" su un documento scritto perfettamente? Non c'è coerenza.

E questo ovviamente vale per tutte le altre lingue, si intende.

martedì 1 ottobre 2013

Postilla per creativi

Sto cercando più o meno disperatamente un Interaction Designer. Questo mi porta a imbattermi in CV di grafici, web designer e simili e di conseguenza a una riflessione sul curriculum ideale per queste categorie professionali.

Diciamo che a loro non dovrei spiegare come impostare il CV perchè, essendo innanzitutto uno strumento di marketing, sono (o dovrebbero essere) i primi a impostarlo nella maniera migliore, più comunicativa, più orientata a mostrare chi sono e cosa sanno fare.

Quindi ben vengano CV anche colorati, con impostazioni grafiche non tradizionali, icone, magari un logo e tanta personalità.

Tuttavia le cose importanti da non dimenticare, secondo me, sono due:
- non omettere le informazioni essenziali (contatti, esperienze professionali, competenze tecniche specifiche)
- non esagerare: è comunque un documento professionale, quindi il contenuto del messaggio dev'essere chiaro e diretto, senza troppi fronzoli e troppe pretese.

Oggi ne ho visti alcuni veramente carini che mi hanno colpito, altri invece erano fin troppo esagerati, ma è stato comunque un piacevole diversivo.

Resta da capire se chi esamina tutto il giorno curricula del genere poi non abbia l'effetto opposto e preferisca ogni tanto un tradizionale e rassicurante CV europeo... c'è qualche collega all'ascolto che vuol darmi il suo parere?

lunedì 30 settembre 2013

Ancora sulle politiche attive del lavoro

Prendo spunto stamattina dalla newsletter del sen. Ichino, riportando la breve intervista che ha rilasciato per Il Tirreno giovedì 26 settembre 2013 e che affronta ancora i temi della riforma delle politiche attive del lavoro, che vedrebbero una riduzione (da me molto sperata) delle varie casse integrazione a favore di strumenti che facilitino veramente il reinserimento lavorativo.

Due passaggi che condivido al 100%:

Innanzi tutto l'idea della CIG erroneamente intesa come diritto del lavoratore e non come soluzione temporanea:

È troppo diffusa l’idea che un paio di anni di Cig, prima dello scioglimento del rapporto di lavoro, costituiscano “un diritto” per i lavoratori nelle crisi occupazionali aziendali. In questo modo, invece, li si avvia verso un vicolo cieco.
In questo modo
Si disincentiva la ricerca della nuova occupazione, facendo finta che il vecchio rapporto di lavoro esista ancora. Ma tutti gli studi mostrano che ogni mese che passa dall’inizio della sospensione rende più difficile in reinserimento del lavoratore nel tessuto produttivo.
Da qui la soluzione proposta, che prevede due aspetti inscindibili: innanzi tutto il supporto dato dall'outplacement, ma accompagnato dall'idea base della
“condizionalità” del sostegno del reddito: il lavoratore deve essere affidato a un tutor che lo assista in modo professionale e ne controlli quotidianamente la disponibilità per tutto il percorso di ricerca e riqualificazione necessario. Il rifiuto non ragionevole di questa disponibilità determina la riduzione e poi la sospensione del trattamento di disoccupazione o di mobilità. Partecipa solo il lavoratore che accetta questa regola.
In sintesi, viene premiata la vera volontà di trovare un lavoro e di non accomodarsi sugli allori degli ammortizzatori sociali.

Certo, lo so che stai pensando che ci sono quelli che vorrebbero tanto, che sarebbero disposti a far qualsiasi lavoro, però l'età troppo avanzata (per il mercato) li limita pesantemente. La proposta di legge tiene conto di tutto questo, i coefficienti cambiano a seconda dell'età e delle competenze.
Stesso discorso per le aree più disagiate e storicamente colpite dalla disoccupazione.

Non ci sarà mai un sistema perfetto, che vada bene a tutti, che risolva il problema con la formula magica. Ma già premiare chi si impegna e sanzionare chi invece se ne approfitta, beh, a me già sembra un bel passo avanti: in anni di outplacement ne ho visti davvero troppi di individui volenterosi a parole e invece a fatti belli comodi sulla loro cassa integrazione.

martedì 24 settembre 2013

Convegno sul tema del mercato del lavoro

Si è svolto ieri un convegno, qui a Milano, sulle tematiche del lavoro, "dalla sperimentazione del contratto di ricollocazione a come migliorare il lavoro delle Agenzie per il Lavoro e dei Centri per l'impiego, passando dal caso più avanzato in Europa: l'Olanda."

Per chi volesse approfondire, qui trovate l'introduzione di Umberto Ambrosoli e le presentazioni dei vari relatori del convegno.
Sono documenti molto sintetici, me ne rendo conto, e sicuramente non facili da approcciare se non si era presenti o se non si mastica già un po' l'argomento, ma a me sembrano comunque tematiche importanti, su cui vorrei fare un po' di cultura, perchè sono convinta che ci sia bisogno di una rivoluzione decisa che vada al di là delle usurate questioni sull'articolo 18 o sul tempo indeterminato a tutti i costi.

Qui si parla soprattutto di ricollocazione, di ricerca di strumenti efficaci per permettere il reinserimento lavorativo e soprattutto di un modo nuovo di vedere gli ammortizzatori sociali come incentivo alla ricerca di lavoro e non come vantaggio da sfruttare fino all'osso "perchè tanto è un mio diritto".

Personalmente seguo da un po' e condivido molte posizioni di Pietro Ichino, soprattutto riguardo queste tematiche, ma anche la riforma del lavoro in generale.

Sarebbe bello poter aprire un dibattito anche qui.

mercoledì 11 settembre 2013

Videocolloquio

Con l'avvento delle nuove tecnologie (mammamìa che esordio altisonante) sta prendendo sempre più piede l'abitudine del videocolloquio, per esempio tramite Skype.
I miei colleghi ed io ne facciamo grande uso, fa risparmiare un sacco di tempo e di soldi, è molto green perchè non ci si muove da casa e tutto sommato ha il vantaggio, rispetto al semplice colloquio telefonico, di potersi reciprocamente vedere in faccia.

L'informalità del mezzo, tuttavia, non dovrebbe far cadere della tentazione di abbandonare i più elementari consigli di etichetta già previsti per il colloquio di persona: la puntualià innanzitutto, ma poi anche la modalità di espressione, la formalità nel saluto e nell'uso del "lei"...e soprattutto la presenza.

Quando stai per affrontare un videocolloquio non dimenticare di essere in ordine: nell'abbigliamento, trucco e parrucco, barba fatta...per lo meno nella versione mezzobusto; se poi hai le pantofole e i pantaloni della tuta, o le bermuda e i piedi a mollo nel catino perchè ci son 40°, basta che l'interlocutore non lo veda (quindi non ti alzare per andare ad aprire la porta!).

Stacca il telefono, chiedi a chi abita con te di non disturbarti finchè non hai terminato, attacca un bigliettino alla porta per evitare che il vicino scelga proprio quella mezz'ora per chiederti la proverbiale tazza di farina/zucchero/caffè.

Importante anche dove decidi di posizionarti: in cameretta, in salotto, nello studio, in cucina...non importa, basta che ci sia ordine e il quadretto che si presenta sul video del Selezionatore non trasmetta messaggi desolanti o inquietanti. Sia chiaro, non vengo a giudicare se hai i mobili dell'Ikea o una collezione di Van Gogh autentici, però magari chiedi alla sorellina adolescente di poter staccare per una mezz'ora il poster degli One Direction dal muro...

Fai delle prove di connessione una decina di minuti prima, per vedere se funziona tutto e non far figuracce. Controlla di non essere in controluce e che tuo figlio adolescente non abbia installato sulla webcam stupide app che ti appiccicano occhiali da sole modello cartoon o go cart che si rincorrono sul monitor.

Attendi la chiamata e non prendere tu l'iniziativa di avviare la videocall: non è educato. Se ci pensi, quando ti presenti ad un colloquio di persona non sei tu ad entrare nell'ufficio del selezionatore, ma è lui/lei che ti accoglie quando è pronto, giusto? Naturalmente, in caso di ritardo superiore ai 10 minuti, sei autorizzato a dare un colpo di telefono, magari un messaggio via chat su Skype, per verificare che non ci siano inconvenienti...ma sempre con gentilezza! Il rispetto è importante da entrambe le parti e tu sei responsabile della tua.

E poi, fino a oggi non avrei mai pensato di doverlo chiedere ma... fumeresti mai durante un colloquio?
No, lo credo bene! E allora non farlo nemmeno durante un videocolloquio.

martedì 10 settembre 2013

Netiquette

Ti prego ti prego ti prego...non scrivere MAI tutto in stampatello maiuscolo. No, nemmeno il maiuscoletto va bene.

Ma non ti accorgi che sembra che stia urlando?

Guarda bene:
LE INVIO IL MIO CURRICULUM IN QUANTO ALLA RICERCA DI UNA NUOVA OPPORTUNITA' PROFESSIONALE. HO MATURATO UNA SOLIDA ESPERIENZA NELLA GESTIONE DI PROGETTI IN AMBITO SISTEMI GESTIONALI ALL'INTERNO DI IMPORTANTI MULTINAZIONALI NEL SETTORE METALMECCANICO E SIDERURGICO.

Non è forse meglio così?:
Le invio il mio curriculum in quanto alla ricerca di una nuova opportunità professionale. Ho maturato una solida esperienza nella gestione di progetti in ambito sistemi gestionali all'interno di importanti multinazionali nel settore metalmeccanico e siderurgico.

Adesso prova a immaginare un curriculum scritto tutto in maiuscolo/maiuscoletto e condividi con me i brividi lungo la schiena e la pelle d'oca che mi toccano quando apro documenti simili...


martedì 3 settembre 2013

E ora a chi lo mando?

...ti starai giustamente chiedendo dopo questa abbuffata di indicazioni per la stesura del CV.

Con un po' di pazienza, affronteremo anche questo argomento, tanto decisivo quanto lo è stato capire come proporti al meglio.

Parleremo della famigerata lettera di presentazione, ma anche dei canali principali e secondari ai quali affidarti per un invio efficace del tuo curriculum.



Se sei impaziente di sapere quali sono, te li elenco brevemente:
  • Annunci di lavoro (siti specializzati, ma anche stampa)
  • Agenzie per il lavoro, società di ricerca del personale, head hunters
  • Candidature spontanee
  • Networking, ovvero: contatti personali e social network
ma dovrai avere la pazienza di aspettare che li approfondisca uno alla volta.
Anche se ti sembra che abbia appena descritto l'acqua calda, potresti scoprire qualcosa di nuovo, e se no...ti sei fatto un bel ripasso.

Se nel frattempo dovesse nascere qualche domanda preventiva, scrivimela pure!

domenica 1 settembre 2013

Cosa NON mettere nel CV

Ricorda, quando stenderai il tuo bellissimo nuovo curriculum:

  • Non indicherai la formula contrattuale e il livello retributivo del tuo ultimo lavoro nè dei precedenti
  • Non indicherai la formula contrattuale e il livello retributivo che desideri trovare nel nuovo lavoro

Queste indicazioni vanno discusse a colloquio o comunque a voce, perchè c'è modo di argomentarle e discuterne nella maniera migliore, senza creare filtri che possono pregiudicare anche solo una chiamata a colloquio.

Se non vuoi perdere tempo con colloqui inutili in cui alla fine scopri che la forma contrattuale non corrisponde ai tuoi desideri, prova a sondare il terreno quando ti contattano telefonicamente. Poi ovviamente dipende tutto da chi trovi dall'altra parte. Personalmente sono abbastanza ragionevole da comprendere che se un potenziale candidato ha in essere un contratto a tempo indeterminato, difficilmente sarà interessato a valutare una proposta con contratto a progetto. Gentilmente, ma con franchezza, si resta corretti e si evita una perdita di tempo per tutti.

venerdì 30 agosto 2013

Rinnovo del contratto - opzioni insospettate

Pensavo ormai di averle sentite tutte (ma perchè mi illudo ancora?) e poi scopro che c'è chi, alla proposta di rinnovo del contratto, riflette sull'opportunità o meno di accettare...non perchè ha trovato altro e di meglio, non perchè è vittima di mobbing, non perchè ha vinto alla lotteria...ma perchè vuole chiedere la disoccupazione.

Chi conosce la mia sensibilità su questo argomento sa che, se mi fossi trovata personalmente davanti questo genio, l'avrei ribaltato di ceffoni verbali.

giovedì 29 agosto 2013

Il curriculum / parte 4

Proseguiamo con la quarta e ultima parte sulla stesura del curriculum (puoi recuperare le puntate precedenti quiqui e qui).

Dove eravamo rimasti?
Ah, sì. Dunque, dopo aver descritto per benino tutte le tue esperienze professionali, non resta che terminare con una serie di informazioni, più o meno importanti a seconda del tuo profilo professionale, ma che comunque non vanno omesse.

Stiamo parlando di:

Conoscenze informatiche
Se non sei un profilo informatico, basta indicare il livello di conoscenza del pacchetto Office, o qualche altro software particolare che hai usato (un gestionale per la contabilità o il magazzino per esempio).
Se invece l'informatica è il tuo mondo, è fondamentale essere dettagliati sulle competenze, meglio ancora se indichi il livello di conoscenza delle diverse tecnologie (un piccolo segreto: per cercare tra i diversi CV i Selezionatori in questo settore utilizzano molto volentieri la ricerca testuale...se il livello della competenza ricercata è adeguatamente segnalato, nessuno perde tempo e siamo tutti più contenti).
Conoscenze Linguistiche
Anche qui va indicato il livello di conoscenza delle lingue.
Raccomando massima onestà: non scrivere "fluente" o "ottimo" se non lo parli quasi quotidianamente. In questo potrebbe venirci incontro il modello europeo del CV, che suggerisce di dettagliare il livello della comprensione orale, della lettura e della conversazione.

Formazione
Titolo di studio, data di conseguimento, istituto e, volendo, votazione (soprattutto se alta. Se ti sei diplomato con 36/60 trent'anni fa e oramai ti sei costruito la tua professione con un certo successo....bhè, possiamo evitare di sottolineare il voto della maturità, che dici?)
Si inseriscono dalla più recente alla più datata, fermandoci al diploma, oppure alla licenza media se non ci sono titoli successivi, ovviamente.

A seguire inserisci i corsi di formazione ma, se sono molti, per non allungare eccessivamente il CV consiglio di indicare solo i più importanti, in termini di durata e notorietà.
Personalmente non apprezzo il lungo elenco di corsi e seminari su tematiche "soft" come la comunicazione, la gestione dello stress, l'organizzazione del tempo e il teambuilding...e tanto poi sono sicura che quella parte non la legge nessuno.
Dati personali
Luogo e data di nascita sicuramente, lo stato civile se vuoi (e qui potrebbe aprirsi un lungo capitolo sulla discriminazione di giovani donne sposate che non hanno ancora figli, o sulla bella impressione che fanno i giovani papà, ma direi che al massimo rimandiamo ad altra occasione).
Per gli ometti: la questione del militare la darei per sorpassata, a meno che serva a giustificare un buco di un anno nella descrizione delle esperienze professionali e che si sia raggiunto un grado che implichi delle responsabilità (l'esperienza nella gestione delle persone si matura in ogni contesto).

Hobby e interessi
Su questo tema ho già espresso il mio parere qui.
Se tuttavia hai un impegno di una certa rilevanza (alleni una squadra sportiva, sei donatore AVIS, volontario della protezione civile e così via) e che vuoi segnalare, piuttosto lascia l'informazione nella sezione precedente.
In ogni caso, se proprio non ne puoi fare a meno, ricorda che in italiano i termini stranieri non hanno plurale, quindi non voglio vedere obbrobri come hobbies!!!
Importantissimo!
Alla fine del CV (o anche all'inizio, va a gusti, basta che da qualche parte sia indicata!) occorre inserire la dicitura che autorizza il trattamento dei dati personali:
Ai sensi del D.Lgs 196/03 autorizzo il trattamento dei dati personali
Non è una frase standard, ci sono alcune varianti e la puoi personalizzare a piacimento: l'importante è citare il riferimento normativo ed esplicitare la tua autorizzazione.

Sei riuscito a far star tutto in 2 pagine? Ottimo!
Altrimenti, via di forbici e riassunti, seleziona le informazioni davvero essenziali, oppure...gioca di carattere, margini e qualche espediente di formattazione...senza esagerare ovviamente!
Se proprio non ci sta tutto, ricorda: meglio 3 pagine che un CV in Times New Roman corpo 8...

mercoledì 28 agosto 2013

Il curriculum / parte 3

Ci siamo finalmente, ecco il nocciolo del CV: è il momento di ripescare tutto il lavoro svolto all'inizio del cammino e riorganizzarlo a dovere nella terza e più importante sezione:

Esperienze professionali
Le esperienze vanno elencate in ordine preferibilmente anticronologico, ovvero dalla più recente alla più datata.

La struttura è molto semplice e va ripetuta per ogni esperienza professionale:

Data - ragione sociale dell'azienda - sede/i di lavoro
eventuale breve descrizione dell'azienda
Titolo di ruolo
Descrizione delle attività svolte

Se pertinente rispetto alla ruolo ricoperto, inserire anche una sezione riguardante i principali progetti seguiti (implementazioni di infrastrutture, campagne pubblicitarie per importanti clienti, innovazioni organizzative interne all'azienda...), o i più significativi risultati raggiunti (in termini di aumento di fatturato, crescita del business, risparmio per l'azienda...)

Un esempio concreto:

Sconsiglio l'uso della terza persona nel descrivere l'esperienza lavorativa: da leggere è alienante!
Eventualmente si può spingere al massimo l'impersonalità e rendere il tutto più schematico:











Casi particolari:
* hai lavorato 15 anni nella stessa azienda, facendo un'encomiabile carriera e cambiando 4 volte il tuo ruolo: lascia come cappello gli anni totali nella stessa azienda, e suddividi i periodi in cui hai ricoperto ciascun ruolo, così:
1998 - 2012 Pinco Pallino Srl - Milano
  • 2009 - 2012 Project manager
  • 2002 - 2009 Sistemista senior
  • 1998 - 2001 Help Desk / Sistemista junior
ovviamente sotto ogni ruolo va la relativa descrizione...
 
* hai lavorato 15 anni nella stessa azienda, che però ha cambiato ragione sociale 2 o 3 volte: non è necessario seguire passo passo l'evoluzione dell'azienda, basta indicarlo nell'intestazione, per esempio così:
Pinco Pallino Srl, ex Tizio & Caio Srl

Per questa volta direi che abbiamo di che meditare...ti rimando alla prossima puntata per finire il lavoro!

martedì 27 agosto 2013

Il curriculum / parte 2

Rieccoci qua!
Passate bene le vacanze? Io sì, grazie per avermelo chiesto :)

Come promesso, vorrei passare a raccontare un po' più nel dettaglio come si può scrivere un bel curriculum che sia nello stesso tempo esaustivo e sintetico, professionale e accattivante.


Oddìo, la sindrome del foglio bianco!

Niente panico, la tecnologia ci viene incontro: Word oramai propone un sacco di bellissimi (anche graficamente) modelli di CV che possono essere un buon punto di partenza, soprattutto perchè già indicano le sezioni fondamentali che non dovrai far altro che riempire con le giuste informazioni.

Cominciamo con i primi 2 "capitoli", ovvero:

Contatti
In cima al foglio, ben in evidenza, nome e cognome.
A seguire i recapiti: l'indirizzo (più che la residenza, è meglio indicare il domicilio, nel caso in cui non coincidano), il cellulare, la mail.
Se sei in cassa integrazione o iscritto alle liste di mobilità, ti consiglio di indicare questa informazione subito dopo i contatti: è un dato importante ed è meglio che sia subito visibile.

Sintesi del profilo professionale (facoltativa)
qualche riga (5/10 max) dove descrivere in modo discorsivo chi sei e cosa sai fare.
Qualche esempio?
Sono un sistemista, specializzato in ambienti Microsoft, ed ho operato sia presso società di consulenza che in contesti aziendali. In particolare mi sono occupato di:
· Installazione, configurazione ed amministrazione del parco macchine client/server
· Pianificazione, installazione, configurazione e gestione di reti LAN e sistemi di backup
Ho gestito e coordinato le società di consulenza e gli installatori terze parti, ho supervisionato le attività di installazione, upgrade e manutenzione riferite a soluzioni del portafoglio prodotti aziendali e terze parti occupandomi anche della gestione ordini e costi.
  

La mia esperienza è maturata nel campo delle Risorse Umane, iniziando dalla formazione per giungere infine alla consulenza nell'ambito della ricollocazione professionale presso una delle principali società del settore. Questo percorso mi ha portato a sviluppare buone capacità di comprendere e approfondire il percorso lavorativo e le competenze professionali delle persone affidatemi, provenienti per lo più dal settore dell'Information & Communication Technology.
Responsabilità e accuratezza nello svolgimento del mio lavoro, assieme ad una naturale predisposizione al rapporto interpersonale, completano il mio profilo.
 Ecco, di solito già la stesura della sintesi professionale porta via un po' di energie, quindi prima di buttarci a capofitto sul fulcro del curriculum, lasciamo riposare un po' le meningi...anche perchè qui la vedo veramente lunga!
 

sabato 3 agosto 2013

Finalmente



 


...bhè, io vado in vacanza, ma il blog...bho, francamente non lo so!

Per ogni evenienza ogni tanto date un'occhiata, al massimo vi fate un ripasso...che a settembre interrogo!!!

:)

mercoledì 31 luglio 2013

Quando è ora di andare

Potrà sembrare una banalità (mi sembra sempre che lo sia, ma poi spesso la realtà mi da evidenza del contrario...), ma quando cambi lavoro è importante lasciarsi nel migliore dei modi con i colleghi.

Non serve tanto, basta un saluto...ma fallo! Non lasciare tutto nel mistero e non svignartela alla chetichella: alimenti solo sospetto e pettegolezzo.

E poi non sai mai cosa ti riserverà il futuro e le buone relazioni pagano sempre...una buona base per un efficace e costruttivo networking...e ci sarà modo di parlare anche di questo.

lunedì 29 luglio 2013

Libertà di espressione




Immagine di Sandro Maffiodo

Puoi avere la libertà di esprimerti come vuoi con il look che preferisci...ma devi anche concedere a chi ti sta di fronte la libertà di selezionare lo standing che ritiene più adeguato al ruolo.


venerdì 26 luglio 2013

Curriculum e sogni

Ho trovato questo video su Il Post e non potevo non condividerlo.

L’agenzia tedesca Weareflink ha creato questo bellissimo spot per Skoda, che racconta molto bene tutti i sogni e le aspettative che si hanno quando si scrive e si spedisce un curriculum, nella speranza che finisca nelle mani giuste, e che venga capito e apprezzato.

giovedì 25 luglio 2013

Il curriculum / parte 1

Eccoci qui...
Siamo arrivati a parlare di una delle tappe fondamentali della ricerca del Santo Graal...volevo dire...del lavoro.

Il curriculum è, principalmente, uno strumento di marketing: è il tuo manifesto, il tuo volantino, la tua pubblicità, che diligentemente distribuisci nelle caselle di posta delle aziende che ti interessano.


Potrebbe essere una fotografia di quella che è la tua esperienza professionale, e in parte lo è, ma ritoccata con Photoshop.
Attenzione: non sto affatto dicendo che il CV vada taroccato, eh! che poi mi metti in bocca cose che non ho mai detto...
Semplicemente va pensato e sistemato in modo tale da mettere in evidenza i pregi della foto e nascondere imperfezioni, punti neri e occhi rossi.



Ogni foto trasmette un messaggio e il curriculum deve raccontare chi sei, ma anche chi vuoi essere, dove devi andare....ricordi gli obiettivi di cui abbiamo parlato?

Faccio un esempio pratico: se la tua ultima esperienza è in ambito impiegatizio, diciamo segretariale, e vuoi cercare un lavoro simile, è inutile dedicare tanto spazio a sottolineare che in estate per 5 anni andavi a raccogliere i pomodori o che facevi la hostess alle fiere. Tutto questo andrà sintetizzato (se proprio lo ritieni necessario) in un paio di righe al massimo, mentre darai tutta l'enfasi e l'approfondimento possibili a quello che hai fatto nel ruolo precedente.

Un altro esempio. Vuoi proporti come programmatore, ti sei appena laureato in informatica ma ci hai messo un po' perchè nel frattempo facevi il magazziniere all'Esselunga full time e nel tempo libero sviluppavi app per iPhone...naturalmente darai tutta l'evidenza possibile al progetto di tesi e ai tuoi lavori "amatoriali", mentre liquiderai in poche battute l'esperienza del supermercato, giusto per motivare il tempo impiegato a finire gli studi.
(Apro una parentesi: personalmente non mi interessa sei ci hai messo 15 anni a laurearti. Dipende solo cosa hai fatto nel frattempo. Se capisco che te la sei solo presa comoda ti avviso che perdi parecchi punti...)


Quindi bando a fronzoli inutili e soprattutto fuorvianti.


Sintetico ma esaustivo allo stesso tempo: si deve capire in cosa consiste il tuo lavoro, cosa ti occupa le giornate, che cosa sai fare veramente...ma senza ammazzare di noia chi deve leggersi decine di CV al giorno.

A questo proposito: pregasi non superare le 2 pagine in totale, possiamo arrivare a 3 solo in casi eccezionali.

Per ora direi che ti ho tediato abbastanza. Alla prossima puntata scendiamo un po' nel concreto con qualche dritta per iniziare davvero a stendere il CV.



mercoledì 24 luglio 2013

Quiz

Candidato A
Classe 1985
Diplomato nel 2004 con 100/100
Laurea Triennale terminata in 3 anni, 110 e lode
Laurea specialistica terminata in 2 anni, 110 e lode
Dottorato di ricerca di 3 anni e successivo progetto in Università estera
2 attività professionali parallele, una da 2 anni come titolare di una piccola società di consulenza, una dall'inizio dell'anno come analista programmatore e junior Project manager.

Candidato B
Classe 1980
Diplomato non si sa in che anno o con che voto
Laureato nella primavera 2013, voto sconosciuto
All'attivo come esperienze professionali ha:
- l'elaborato di tesi
- 2 siti web dinamici dell'impegno di 1 mese uno e 3 mesi l'altro, realizzati nel 2012, altri amatoriali e realizzati per i fatti propri
- qualche mese come operaio nel 2007
- un elaborato per un esame universitario del 2004

A quale dei 2 candidati si applica il seguente scenario?

Lo contatto, lo colloquio, ottima presenza, buona presentazione, lo candido su alcuni clienti.
Il giorno dopo mi scrive per dirmi che deve scegliere fra due opportunità a tempo indeterminato che gli sono state offerte (Doh!)

Intervista doppia?

Meglio di no!

Durante un colloquio è meglio lasciar fare al Selezionatore...non è il caso di interrompere con domande non richieste e soprattutto fuori luogo...


"E lei da quanto tempo lavora qui?"



C'è un tempo per le tue domande, ma sarà il Selezionatore a farti capire qual è.

lunedì 22 luglio 2013

Bella presenza / Ottimo standing




"...se poi riuscisse a mandarmi una foto da allegare al curriculum, visto che alcuni clienti sono particolarmente attenti allo standing..."

"Ma io faccio il programmatore, non faccio standing!"

venerdì 19 luglio 2013

giovedì 18 luglio 2013

Ritratto d'artista

Argomento spinoso: la foto sul curriculum, la metto o non la metto?

Anche qui, nel corso del tempo, le mie opinioni sono drasticamente cambiate.

Come Consulente l'ho sempre sconsigliato:
"Il Selezionatore deve valutare le tue competenze professionali, la tua esperienza, le attività che hai svolto, non il tuo aspetto fisico!" ...etc etc... senza contare che non siamo tutti dei fotomodelli e in alcuni casi la foto potrebbe essere un deterrente per un invito a colloquio (ebbene sì, ci sono anche dei Selezionatori superficiali).

Da due anni a questa parte la mia idea sull'argomento si è ribaltata: la foto sul CV è molto utile al selezionatore, soprattutto se vede 15/20 persone alla settimana e deve ricordarsele tutte nel tempo.
Quindi, mettila!

Come? Quale? Dove? Che dimensione?

In alto a destra va benissimo, non deve occupare mezza pagina, una dimensione fototessera è l'ideale.

Il soggetto deve essere professionale, visto lo scopo del CV (penso che sia banale come concetto, ma visto quello che mi capita sottomano oramai non do più niente per scontato).

Posa seria ma con sorriso, sfondo neutro, abbigliamento formale, non necessariamente la giacca e la cravatta: dipende anche dal lavoro per il quale ti presenti.

Ma soprattutto (Enzo Miccio aiutami tu!) ecco cosa va assolutamente evitato :

- la foto del matrimonio, soprattutto per gli uomini: si vede benissimo che quello che avete indosso non è il completo del lavoro, come suggerisce la gardenia all'occhiello...


- niente effetti, contrasti accentuati, immagini sfocate da film degli anni 30, bordi sfumati...non è l'immaginetta della Prima Comunione e nemmeno quella per il cimitero.

- pose da top model (per non dire altro...): è un curriculum, non la tua pagina facebook. Sei carina? Sei un figaccione? Buon per te: ma forse potresti creare aspettative sbagliate sul ruolo per cui ti proponi.



- niente divani capitonné o modello Luigi XVI ancora con il cellophane come a casa della nonna e alle spalle i quadri finto '800 con cornice dorata e angioletti rococò...a meno che ti stia presentando ai casting per il remake di Psycho.

- la foto fatta in vacanza: ok, l'abbronzatura ti dona, ma la posa lettino/ombrellone/spiaggia o piscina suscita nel povero Selezionatore un certo risentimento che, capirai, non è il caso di sollecitare preventivamente...soprattutto in alcuni periodi dell'anno!

Ogni riferimento a CV esistenti e passati sotto i miei occhi è assolutamente voluto.

mercoledì 17 luglio 2013

Tempo Libero

Una sezione secondo me molto inutile nel curriculum.
Personalmente, e molto francamente, non me ne faccio niente se non un paio di risate quando leggo qualcosa di insolito e magari buffo.

Parliamoci chiaro: io voglio sapere da quanto tempo programmi in Java o se sei in grado di amministrare sistemi più o meno complessi, non se collezioni farfalle, hai letto tutti i libri di Liala, sei campione parrocchiale di scacchi o pratichi kitesurf.

Oppure se hai "Passione per la viticoltura, il volontariato, la sanità, le infrastrutture aeroportuali e la natura"



Piccolo indovinello: quale delle due liste di hobby e interessi è stata realmente rinvenuta su un curriculum vitae e quale è stata inventata di sana pianta?



Se il Selezionatore avrà voglia, ti farà la classica domanda "Come trascorre il suo tempo libero?" durante il colloquio: in quel caso vale la regola della sincerità, non esiste una risposta giusta o sbagliata, anche se ovviamente alcuni hobby sono più socialmente accettabili di altri...

martedì 16 luglio 2013

L'italiano a volte aiuta...


...soprattutto se vuoi far capire quello che vorresti dire...
In cerca di ottenere un ruolo in grado di elaborare idee nuove e di trasformarle in risultati di eccellenza, abituato a considerare i problemi come sfide da superare per puntare sempre più in alto. Capace di dare soluzioni efficienti ed effettive che aiuterebbe un’organizzazione utilizzando le mie capacitá di provate di planning, leadership ed analisi per dare all’organizzazione un passo fuori dalla norma.

lunedì 15 luglio 2013

Aggiornamento disponibilità

Un giorno o l'altro, chissà, potresti ricevere una mail da parte di un'azienda, con cui hai fatto un colloquio tempo addietro e che ti chiede di aggiornarla sulla tua situazione lavorativa.

Nel caso in cui non fossi interessato, per qualunque motivo, non ti consiglio di rispondere in questo modo:

sabato 13 luglio 2013

Prima ancora di preparare le valigie...

...sei sicuro di sapere dove vuoi andare?

Sembra un aspetto banale, ma se ci pensi bene non lo è: come fai a prepararti adeguatamente ad un viaggio, se non hai chiara la tua meta?

La prima cosa da fare, quando cerchi un lavoro, è sapere bene che tipo di lavoro stai cercando.

Se questo problema è già risolto, ottimo, sei già a buon punto, ma se non hai ancora le idee chiare potresti fare questo esercizio.

Non ti mentirò dicendo che sarà semplice, perchè non è detto che lo sia, ma, più approfonditamente lo farai, meglio sarà per te e per la tua ricerca del lavoro.

Devi metterti davanti a te stesso e tirar fuori (meglio se su un foglio di carta, o al computer, ma comunque per iscritto)
- tutto quello che hai fatto finora (lavorativamente parlando, è ovvio!)
- tutto quello che sai fare (le competenze)
- tutto quello che ti piacerebbe fare

Ovviamente questo esercizio ha una valenza e dei risultati molto diversi se sei un neo diplomato/laureato o una persona con già 5, 10 o 20 anni di esperienza...ma sono convinta che sia imprescindibile per una buona partenza.

Il tracciato comincia a prendere una forma un po' più definita: si intravedono delle costanti, puoi collegare le tue competenze con i tuoi desideri, capire dove ci sono delle lacune e pensare al modo di colmarle (corsi di formazione specifici, libri, manuali...).

Adesso puoi iniziare a dare un nome alla tua meta: la sentirai più concreta e raggiungibile.
Se fai fatica a trovarle una definizione, fai un giro sui siti di ricerca del lavoro principali, leggi gli annunci e prova a circoscrivere in questo modo quello che potrebbe piacerti tra le opportunità che offre il mercato.

Se hai dettagliato bene il tuo percorso lavorativo, hai già un canovaccio per il curriculum, quindi non cancellare quanto scritto! Ci servirà per le prossime puntate...


giovedì 11 luglio 2013

Prima pillola di saggezza

E' vero, lo confesso, ho sempre detto che a dir di no si fa sempre in tempo...ma questo prima che fossi da questa parte della barricata.

In parte l'assunto è ancora vero, ma se ci sono cose su cui comunque mai e poi mai ci sarà la possibilità di ragionare/discutere/trattare, allora per favore fermati prima.

Se non sei sicuro di voler andare all'estero a lavorare, non dire di sì con entusiasmo quando te lo propongono.

Sii certo di avere prima tutti, ma tutti!, i dettagli. Poi decidi. E una volta che hai deciso, tieni pronta la valigia.

Incipit


Immagino che da qualche parte si debba pure iniziare…

E allora, come qualcuno tempo fa probabilmente mi ha insegnato, partiamo da una rapida dichiarazione di intenti, giusto per far capire, a te che stai leggendo, se quello che troverai in questo blog può interessarti oppure no.

Intanto, chi sono.

Ma lo vogliamo usare un parolone? Massì, dai. Sono una professionista nell’ambito delle Risorse Umane. Per quasi 7 anni mi sono occupata di Outplacement (altro parolone) e da più di 2 sono passata dall’altra parte della barricata, quella della Selezione del personale.

Morale della favola, sono 9 anni che vedo gente, faccio colloqui e leggo/correggo curricula. Insomma, un po’ di esperienza me la sono fatta.

Quello che vorrei fare qui è mettere a disposizione quello che so fare, per dare una mano nel mare magnum della ricerca del lavoro: qualche indicazione, 2 dritte sul CV, suggerimenti per i colloqui, dove e come cercare il lavoro… e ogni tanto qualche aneddoto divertente verrà fuori, fosse anche solo come esempio di “cosa non fare assolutamente”.

E poi si sa, una ciliegia tira l’altra e magari mi scapperà di fare qualche commento un po’ più ampio sul mondo del lavoro, senza alcuna pretesa ma solo per sfogarmi e far sapere il mio parere alle 4 persone che mi han già detto che leggeranno questo blog  ;) e che a questo punto è doveroso ringraziare per la spinta (la Pulce nell’orecchio…) e il supporto.