giovedì 19 dicembre 2013

Strike!

Beh, quello di oggi ha proprio totalizzato una tale serie di punti in un solo colloquio, che non posso fare a meno di raccontarlo...

Suona alla porta e per caso vado ad aprire io: entra e si fionda nella sala del colloquio prima che io abbia finito di dire "Buongiorno".

Ok, prego, si accomodi: vado a prendere il suo curriculum e la raggiungo.

Inizio, come sempre, a raccontare brevemente qualcosa della società: chi siamo, cosa facciamo, i nostri clienti, i nostri collaboratori, le figure professionali che trattiamo.
Sto per terminare il discorso preregistrato (magari! mi risparmierei un sacco di voce...) dicendo che comunque il nostro obiettivo è di mantenere le collaborazioni durature anche al di là dei singoli progetti e, interrompendomi, interviene un po' a sproposito sostenendo che sì, in effetti è meglio cambiare progetti perchè insomma, dopo 2 anni dallo stesso cliente poi ci si rompe anche un po'.

Soprassediamo, a questo punto gli chiedo di raccontare la sua esperienza, il suo percorso professionale.
Giunge al punto in cui ci spiega che è passato a programmare da un linguaggio ad un altro perchè IBM spingeva in quel senso. Guarda me e la mia collega. "IBM, che non so se la conoscete, ma è una grossa azienda informatica, una multinazionale, insomma, anche abbastanza famosa".

Scusami: stai facendo un colloquio in una azienda del settore informatico. Cosa ti fa presumere che non conosciamo IBM? Basita. E sì, anche un po' offesa. Se non avessi avuto idea di chi fosse e cosa facesse IBM, non mi avrebbero nemmeno assunta. E' un po' come chiedere a un salumiere se ha mai sentito nominare Rovagnati.

Ma proseguiamo.

Nel mezzo del discorso chiede se possiamo darci del tu. Eh, diamoci del tu, tanto a questo punto, visto che hai dovuto spiegarci chi è IBM, probabilmente ci stai considerando come delle sorelline minori (e spero non minorate) e ti riesce difficile mantenere il "Lei".

Dopo circa 20 minuti di colloquio si ferma, guarda verso il mio orologio e mi chiede: "Scusa, che ore sono?" "Le 9.45" "Ah, ok, grazie. No perchè alle 11.00 dovrei essere da un'altra parte a fare un altro colloquio. Sai, oggi ne ho infilati 4 uno dietro l'altro".

Sia chiaro, è il segreto di Pulcinella che un consulente libero o che si sta liberando ha una serie di colloqui organizzati, ci mancherebbe altro, non pretendo mica l'esclusiva, sono realista. Ma non è buona educazione farlo presente così. E se pensi di essere in ritardo, basta un'occhiata discreta al tuo, di orologio.

Mettetevi comodi, non è ancora finita.

Dopo 5 minuti suona il cellulare. "Scusate, mi stanno chiamando". Estrae faticosamente il cellulare dalla tasca, si gira con la poltrona dandoci le spalle. "Possiamo risentirci tra 10 minuti?". Si rigira. "Eh, erano quelli dell'[azienda precedente], mi hanno fatto un'offerta, ma bassina, solo ***€ al giorno, non penso di accettarla".
Non sono tua sorella, non sono il tuo migliore amico, non sono il tuo commercialista. Sono un potenziale datore di lavoro. Forse il concetto non è chiaro abbastanza.

Ok, passiamo a vedere le opportunità che abbiamo da sottoporgli.
"Mmmm, questa richiesta non mi fa molto impazzire. Se l'attività doveva iniziare a novembre e non hanno trovato nessuno è perchè sono nella merda".
Potremmo anche concordare, ma forse è meglio se le opinioni di questo tipo le tieni per te.

Comunque ha altri colloqui in ballo, alcune proposte, forse è meglio se ci sentiamo dopo le feste, eh?
Forse questa volta avrei potuto davvero utilizzare un bel Le faremo sapere....


domenica 8 dicembre 2013

Come cercare lavoro - le Agenzie per il Lavoro / 2

Qualche suggerimento per lavorare al meglio con le ApL

- Al primo incontro porta sempre un CV cartaceo con te: ti faranno comunque compilare la loro scheda che inseriranno a database, ma talvolta allegano anche il tuo curriculum;

- Meglio se ti presenti avendo in mente già una inserzione che hanno pubblicato, altrimenti fai in modo di far capire nei primi 15 secondi per che cosa ti proponi (operaio, impiegato amministrativo, segretaria, magazziniere...)

- Se hai fortuna ti possono fare un minicolloquio di 5 minuti, altrimenti prova a fartene fissare uno in tempi brevi. I suggerimenti per affrontarlo al meglio sono gli stessi che abbiamo già trattato in altre sedi qui sul blog e che comunque poi approfondiremo.
Un'unica annotazione. Paradossalmente è quasi più grave "bucare" un colloquio con una agenzia, che quello con una azienda: l'azienda ha una sola opportunità da proporti, l'agenzia ne ha una adesso ma potenzialmente infinite altre da domani in poi...fai tu due conti!

- Quando trovi sul giornale o su internet un annuncio della filiale dove sei già stato, ritorna lì a farti vedere: al telefono non è detto che ti riconoscano, con tutte le persone che incontrano ogni giorno...

- se il tuo periodo a casa si prolunga più del desiderato, presentati quasi regolarmente nelle filiali dove ti sei trovato meglio, dove hai stretto una sorta di alleanza (preziosissima) con il selezionatore, o con cui hai già lavorato: se non ti fai vedere/sentire per un po', saranno autorizzati a pensare che non sei più in cerca di lavoro e davanti a te passeranno gli ultimi arrivati in filiale.
Mi raccomando però, non più di una volta al mese/mese e mezzo! Anche la troppa insistenza può essere controproducente: non vogliamo mica una denuncia per stalking, vero?

- Se anche nella prima filiale in cui ti presenti ti dicono che hanno un database condiviso e che quindi è inutile andare in quella del paese vicino, ricordati che il rapporto personale conta di più di un numero identificativo e di un CV.

- Meglio aver chiaro da subito se l'opportunità proposta è fine a se stessa, se sono previsti rinnovi o se è scopo assunzione: eviterà delusioni e arrabbiature alla chiusura del contratto.

- Ricordati poi che aver già lavorato, anche se per poco, con una agenzia e con buoni riscontri, genera un circolo virtuoso tale per cui per un lavoro simile è più probabile che tu venga richiamato per primo, piuttosto che iniziare un nuovo giro di selezione, screening CV e colloqui...

Prossimamente affronteremo invece il tema delle società di Ricerca e Selezione, che sono in parte simili ma in parte anche differenti dalle Agenzie per il Lavoro.

venerdì 6 dicembre 2013

Come cercare lavoro - le Agenzie per il Lavoro / 1

Proseguiamo il tema dei canali sulla ricerca del lavoro.
Immagino già che a leggere il titolo alcuni di voi abbiano storto il naso...tipicamente le famigerate "interinali" hanno la nomea di essere agenzie che offrono contratti brevi, rinnovi settimanali e lavori di basso profilo e scarsa professionalità.

Ora, io non conosco te che stai leggendo, che titolo di studio hai, che percorso hai fatto nella tua storia lavorativa, se hai degli obiettivi di carriera o stai solo cercando "un lavoro qualsiasi" per poterti mantenere.
Vorrei solo affermare e sottolineare che ogni strumento, ogni canale, ha le sue peculiarità e potrebbe essere più o meno efficace a seconda del profilo professionale e degli obiettivi che ci si pone: l'Agenzia per il Lavoro in sè non è da vedere come il male assoluto, sinonimo di sfruttamento e precarietà. E' un sistema che, in sè, ha un suo senso, sempre che sia utilizzato nel modo corretto, ovviamente.

Il tipico esempio è quello del pubblico giovane: neodiplomato, nessun desiderio di proseguire gli studi, cerca un primo impiego qualunque (o quasi) per introdursi nel mondo del lavoro; lavoro estivo, part time, sotto le feste, giusto per pagarsi le vacanze; lavoro saltuario durante l'anno, per pagarsi gli studi e le piccole spese. Alla fin fine sono nate quasi solo per questo, e in parte proseguono anche su questa strada.

Poi le cose si sono evolute, ci sono state nuove leggi e riforme del lavoro (su cui non sto a tediarti) e le aziende a mano a mano hanno iniziato a cogliere gli aspetti positivi del lavoro in somministrazione, non solo per coprire assenze per ferie, malattie o congedi di maternità, ma anche per prolungare in qualche modo il periodo di prova di pesone che avevano comunque intenzione di assumere.
Ne sono derivati, ovviamente, anche degli abusi, ma sono comunque convinta che le Angenzie per il Lavoro possano costituire un buon trampolino per l'ingresso e il reinserimento nel mondo del lavoro.

Parlo di reinserimento perchè è anche il sistema migliore per chi si ritrova senza lavoro, per avere un interlocutore che possa presentare più di una opportunità lavorativa, radicata sul territorio, con un ampio ventaglio di aziende a cui far riferimento.

Non bisogna poi dimenticare che ogni agenzia, e soprattutto ogni filiale, è fatta in primo luogo delle persone che ci lavorano dentro, quindi lo stesso brand può essere rappresentato da professionisti che fanno coscienziosamente il loro dovere, tanto quanto da svogliati e insoddisfatti scaldapoltrone. Non bollare quindi tutta l'azienda a causa di un singolo dipendente.

Certo, ci sono Agenzie per il Lavoro che sono più famose, più diffuse sul territorio, più strutturate, con maggiore sensibilità umana e più serie di altre. Non per questo vien meno quanto ho detto poco fa.

Potrei citare un po' di nomi, ma per sapere poi dove sono le filiali più vicine, rimando al portale pubblico per il lavoro e al suo Cerca Sportello (che tra l'altro include anche i centri per l'impiego). Spero sia aggiornato!

Nel prossimo post scenderò un po' più nel concreto con qualche suggerimento utile per sfruttare al meglio questo canale.