venerdì 30 maggio 2014

Old but gold

Momento amarcord prima del weekend con alcuni aneddoti più o meno divertenti...

Un giorno in ufficio entra una collega e ci chiede un paio di forbici: noi le forniamo le classiche forbici standard, a lama lunga, di quelle che si usano per tagliare la carta... e del resto in un ufficio che cos'altro ti aspetti di trovare?
Bene, terminato il colloquio la collega rientra con faccia perplessa e anche abbastanza schifata: il candidato in questione (laureato in medicina, supermanager di grossa azienda farmaceutica) aveva chiesto le suddette forbici per...tagliarsi le unghie. Così, davanti alla consulente senior e alla sua assistente, tranquillamente, mentre svolgevano il consueto incontro di aggiornamento.

Altre volte son capitati casi un filino più...pulp

C'è stata la volta che un candidato diabetico ha insistito per mostrarmi il piede sinistro amputato del mignolino, e raccontarmi che per mesi ha dovuto rinunciare ad andare a ballare il liscio con la moglie... e la volta che, anni dopo, un altro candidato, incontrato per la prima volta, mi ha preso in giro per essere arrossita dopo aver visto le sue cicatrici sul palmo, dove gli hanno riattaccato la mano che si era tranciato con la sega elettrica l'anno prima mentre costruiva la cuccia del cane.

martedì 27 maggio 2014

Il colloquio - parte 1

Siamo arrivati al fatidico giorno.
Un'azienda ti ha chiamato per fissare un incontro con te.

Innanzitutto, immagino che già il primo contatto al telefono sia andato liscio, calma e gesso, correttezza ed educazione da entrambe le parti, richiesta di alcune informazioni basilari, conferma di giorno e ora, oltre che dell'indirizzo preciso (preso nota di tutto?). Magari se chi ti chiama è anche gentile e organizzato, ti manda una mail di riepilogo con tanto di contatti; in caso negativo, chiedigliela tu.
Verifica comunque di avere tutte le infomazioni, compreso il nome della persona che dovrai incontare: dovesse succedere un imprevisto, o fossi in ritardo sull'orario, devi sapere chi avvisare.

Adesso ci dobbiamo organizzare al meglio e suddividerei la faccenda in due aspetti: il contorno, che approfondiamo qui, e il contenuto, che rimando alla prossima volta.

Una premessa...
E' probabile che tu possa trovare banali e ovvie molte delle indicazioni che sto per dare...ma sappi che in tutti questi anni se c'è una cosa che ho imparato è di non dare mai niente per scontato.
I consigli che sto per lasciarti potrebbero nascere da esperienze negative vissute direttamente, quindi prima di darmi della rimbambita pensa a cosa ho dovuto subire...

Ma comunque, dicevamo:
Verifica per tempo l'indirizzo, quali mezzi prendere, quale strada percorrere. Calcola sempre i possibili imprevisti (ritardo del treno, traffico) e informati di eventuali scioperi.

Preparati con cura (trucco e parrucco) per presentarti in maniera ordinata e consona alla situazione. Diciamo che in generale per gli ometti è bene considerare la classica giacca e cravatta, ma non è detto che sia sempre valida come opzione: dipende tutto dall'azienda che incontri e dal ruolo per cui ti candidi. Un operaio o un magazziniere che si presentano in completo gessato all'agenzia per il lavoro stonano un po', come anche l'aspirante impiegato di banca che arriva con la maglietta e un paio di jeans. Nel dubbio, comunque, va considerata sempre la camicia come opzione intermedia, e mettersi magari sempre un po' più eleganti che correre il rischio di esserlo troppo poco.
Per le signore non è obbligatorio il tailleur, gonna o pantalone che sia, ma vale lo stesso concetto: avere bene presente dove stiamo andando, e quale ruolo dovremmo ricoprire.
Capelli lavati e in ordine, barba fatta o per lo meno curata, trucco non vistoso; dopobarba e profumo sono graditi se accompagnano una persona pulita, non se devono coprire cattivi odori o se vengono utilizzati in quantità industriale: in qualsiasi caso, le armi chimiche non valgono per stordire il selezionatore.

Fai in modo di arrivare in orario: fino a 5 minuti prima va benissimo, ma arrivare con troppo anticipo o peggio ancora in ritardo è fuori discussione.
Se arrivi troppo presto piuttosto fatti il giro dell'isolato, fermati in un bar a prendere il caffè, guarda le vetrine...quello che ti pare, ma non presentarti mezz'ora prima: chi ti aspetta potrebbe sentirsi infastidito, interrotto in quello che sta facendo e mettergli fretta non fa che indisporlo... e non è certo quello che vogliamo!
Arrivare in ritardo è pure peggio, ma è intollerabile se non si avvisa. Mi raccomando! Se sono 5 minuti non muore nessuno, l'importante è scusarsi; ma se facendo un rapido calcolo ti accorgi che il selezionatore potrebbe doverti aspettare per più di un quarto d'ora, avvisalo per tempo.

Quando arrivi presentati con chiarezza a chi ti accoglie, attendi con pazienza l'arrivo del selezionatore, saluta cordialmente con una stretta di mano decisa (non molliccia, deboluccia, in punta di dita, ma nemmeno stritola-ossa): più o meno inconsciamente stai già lasciando una prima impressione.

Attendi che ti siano date indicazioni su dove sederti, aspetta che si accomodi prima il tuo ospite, chiedi dove puoi lasciare la giacca se già non ti è stato indicato. Fai in modo di metterti a tuo agio e comodo il più possibile, ma naturalmente non svaccato sulla poltrona come se fossi sul divano a casa tua. D'altra parte non va bene nemmeno sedersi in punta di sedia: dai l'impressione di essere teso e a disagio, pronto ad alzarti ed andartene in 2 secondi.
Siediti invece rilassato e composto, diritto ma tranquillamente appoggiato allo schienale. Sulle gambe accavallate io personalmente non seguo le teorie che vorrebbero dare un significato alla destra sulla sinistra, o viceversa; piuttosto che le braccia conserte come atteggiamento di chiusura o altro. Resta il fatto che la postura trasmette comunque un messaggio, in modo più o meno conscio, e più o meno inconsciamente chi ci sta di fronte coglie questo messaggio, che nel retrocranio contribuisce a rafforzare quella prima impressione, che è così importante sia positiva fin da subito (per ovvie ragioni).

Bene, ora arriva il bello. Si comincia davvero.
Ma ne parliamo la prossima volta....

lunedì 12 maggio 2014

Immagini distorte

Ricevo una candidatura e, immediatamente dopo i convenevoli di rito, mi trovo a leggere questa frase:

"Attualmente disoccupato dopo quattro anni di mobilità"

Scusa?!?!

Trovo sintomatico che una persona in mobilità per 4 anni non si ritenga disoccupato...la mobilità viene quindi percepita come uno status a sè stante, a cui si ha diritto e di cui si può godere in toto fino ad esaurimento.

Possiamo fare tutti i distinguo del caso, ma un lavoratore di qualsiasi settore, e soprattutto di quelli dove gli aggiornamenti sono necessari come nel caso dell'IT, non può permettersi di stare a casa in panciolle a godersi la mobilità a spese dei suoi concittadini, in attesa di consumare il diritto acquisito e irrinunciabile al suo assegno di mobilità.

Uno dei motivi principali per cui spero fortemente in una radicale riforma degli ammortizzatori sociali è proprio questo. La Cassa Integrazione, la Mobilità, la Disoccupazione sono strumenti nati per sostenere il lavoratore disoccupato in un momento di transizione tra un lavoro e l'altro.
Ma sono diventati solo un alibi, a volte una condizione per essere compatiti, ma sempre meno uno sprone a cercare una nuova occupazione.

Tutti i sistemi escogitati per rendere comunque efficaci queste formule spesso e volentieri purtroppo non funzionano o non sono monitorati. I Lavori Socialmente Utili non sono pubblicizzati, i deterrenti (perdita del beneficio se si rifiutano tot offerte di lavoro da parte del centro per l'impiego) non vengono applicati.

D'altra parte questi ammortizzatori si trasformano in vincoli quando l'incompatibilità con alcune forme contrattuali fa sorgere il concreto rischio di perdita del diritto a fronte di una concreta opportunità di lavoro, e allora il lavoratore preferisce prolungare la durata dell mobilità piuttosto che rischiare un contratto a progetto e comunque riprendere a lavorare...

So benissimo che non si può fare di tutta l'erba un fascio, ma ogni tanto vale la pena soffermarsi a valutare quanto diseducativo e, alla lunga, dannoso possa essere il protrarsi di questa mentalità assistenzialista.

Non sarebbe finalmente ora di dedicarsi a studiare e infine applicare delle serie ed efficaci Politiche Attive del Lavoro?

sabato 10 maggio 2014

Orientamento? Sì, grazie

Gentile Sig/ra,
Mi chiamo Mario Rossi, ho 22 anni e sono alla ricerca del mio primo impiego.
Nutro particolare interesse per le aree commerciali vendite, acquisti e gestione Risorse Umane.
Ho conseguito il diploma di ragioniere perito commerciale, in seguito ho frequentato il corso di Laurea in Scienze Della Comunicazione che ho sospeso.

etc etc etc...

Il fatto è che poi, quando leggo queste cose, non posso fare a meno di trovarmi a metà strada tra un senso di materna tenerezza, ma anche di leggero fastidio, perchè il pensiero immediato è che, ancora una volta, alla base di tutta la ricerca del lavoro deve esserci una solida base e un grosso lavoro di orientamento.

Vogliamo dare la colpa alla scuola? Diamo pure la colpa alla scuola.
Vogliamo dare la colpa alla famiglia? Diamo pure la colpa alla famiglia.
Vogliamo dare la colpa al Governo? Piove, Governo ladro!

In realtà non mi va di accusare chicchessia: nel mio piccolo posso fare poco, ma personalmente l'unica cosa che mi sento di dire è che un po' di autoanalisi a volte sarebbe sufficiente, o per lo meno costituire un buon punto di partenza.

Nel caso in questione, il ragazzo mi indica in 3 righe ben 4 possibili diversi indirizzi:
- commerciale/vendite/acquisti
- Risorse Umane
- Ragioneria
- Comunicazione (vogliamo aggiungere anche Marketing?)
...senza aggiungere che nel CV parla anche di passione e piccoli lavoretti svolti nel campo delle riprese e montaggio di video, oltre che nella creazione di siti web...

È chiaro che la confusione qui regna sovrana.

Come aiutare il nostro Mario?

Potrebbe sembrare banale, ma mettere nero su bianco le proprie passioni e ordinarle poi per preferenza, è già un primo passo.

Chiediti, caro Mario, che cosa sai tu veramente del ruolo del commerciale, dell'addetto alle vendite o degli aquisti; chiediti cosa sai tu della gestione delle risorse umane; chiediti infine perchè hai scelto (e poi abbandonato - anche se forse non era il caso di dirmelo subito nelle prime righe della lettera di presentazione...) il percorso universitario in Scienze della Comunicazione.
Chiediti a cosa può esserti utile il tuo diploma in ragioneria. Chiediti se la tua vera passione non è forse legata al mondo della produzione video.

Le risposte a queste domande ti saranno molto utili per muovere i prossimi passi: approfondire competenze che già hai, scegliere percorsi di formazione professionale che abbinino stage e tirocini in azienda, riprendere magari l'università.

Ma non disperdere le energie cercando di percorrere troppi sentieri: "tutte le strade portano a Roma" valeva forse una volta, ora serve il navigatore!

Ci sono inoltre servizi di orientamento nei Centri per l'Impiego o presso le università: se non ce la fai da solo puoi chiedere un aiuto professionale e ottimizzare i tempi.
Qui trovi qualche spunto:
CROSS - Università Cattolica
ISFOL

In bocca al lupo!

giovedì 8 maggio 2014

Garanzia Giovani - Youth Guarantee

Nell'aprile del 2013 il Consiglio d’Europa ha approvato con 6 miliardi di euro il finanziamento della misura di politica attiva del lavoro “Garanzia Giovani”, finalizzata ad offrire un tirocinio, o un apprendistato o un inserimento lavorativo o la ripresa di un percorso formativo ai giovani europei sotto i 25 anni, in particolare appartenenti alla cosiddetta categoria dei NEET, ossia "Not (engaged) in Education, Employment or Training" - non impegnati in alcuna forma di educazione, lavoro o formazione.

L'avvio dell'iniziativa qui in Italia era prevista per il Primo Maggio, data piuttosto simbolica oltretutto, ma non in tutte le regioni la cosa è avvenuta.
I primi a partire pare siano stati i piemontesi (qui il portale regionale e la relativa pagina Facebook), seguiti dalla Regione Lazio, mentre per esempio la Lombardia ha di fatto scelto di proseguire sulla scia della Dote Unica Lavoro (di cui abbiamo già parlato).

Non vorrei esporre subito un mio parere, ho una mia idea ma vorrei aspettare qualche tempo prima di esternarla: vorrei proporvi piuttosto una breve rassegna stampa, a titolo esemplificativo, delle prime reazioni a quanto finora fatto (o non fatto).

Il Sole24Ore: "Lombardia e Sardegna nei sogni di disoccupati e neet. Nel primo giorno della Garanzia giovani oltre 5mila clic

La Stampa: "Lavoro, scatta la corsa al piano giovani"

ANSA: "Garanzia Giovani, è boom in Campania"

Corriere della Sera / La Nuvola del Lavoro: "Youth Guarantee: cosa si aspettano i giovani"

Bollettino ADAPT: "Garanzia Giovani: il coraggio che manca"

Vita: "Garanzia giovani, un inizio zoppicante"

Europa Quotidiano: ""Garanzia giovani”, troppi ritardi dalle Regioni"

In generale ritengo che ogni occasione di occupabilità vada presa in considerazione e quindi invito personalmente ciascun interessato ad informarsi sul portale ufficiale nazionale di Garanzia Giovani, oppure sulla pagina Facebook, o consultare il portale della propria regione.

Tra qualche mese speriamo di poter dare notizia dei primi risultati positivi e valutare qualche numero.

Sarebbe bello avere qualche testimonianza diretta, quindi se volete raccontare la vostra esperienza, la accogliamo volentieri qui sul blog!