martedì 1 luglio 2014

Il colloquio - parte 3

Hai esposto la tua bella presentazione, preparata con cura e perfezionata con la pratica. Se sei stato fortunato, nessuno ti ha interrotto, altrimenti non dovrebbe essere stato difficile riprendere il filo del discorso.

Ora è il turno del selezionatore di approfondire la tua esperienza con alcune domande mirate, che saranno più o meno tecniche a seconda del tuo ruolo.

Ricorda sempre di rispondere sinceramente, in maniera sintetica ma contemporaneamente esaustiva, possibilmente corredando le tue motivazioni portando degli esempi a supporto. Sia sul CV che durante il colloquio, niente rende più concreto, solido e memorizzabile il tuo racconto che un bel mazzolino di esempi pratici... con parsimonia, ovviamente: non devi ammazzare di noia il tuo interlocutore!

Questo vale innanzitutto per le attività che hai svolto, ossia per specificare che le competenze che dichiari le hai pure messe in pratica: quindi non un semplice elenco delle caratteristiche generali che il tuo ruolo ti impone, ma anche il racconto di episodi, progetti, attività in cui sono state usate.

Ma vale anche per caratteristiche personali che ti vengono attribuite o che dici di possedere: parlo della temuta domanda:

mi elenchi 3 pregi e 3 difetti...

Stai sorridendo: è una domanda che ti hanno già fatto e ti sei trovato spiazzato, almeno la prima volta, perché non pensavi che te la ponesse sul serio qualcuno...hai pensato che fosse una leggenda metropolitana, come chi chiede il colore preferito o il segno zodiacale e l'ascendente...
Ma da quando ho scoperto che queste domande qualcuno le fa davvero, beh, non mi stupisco più di niente.

Tornando alla fatidica domanda... personalmente non la utilizzo mai, come anche la sua sorella "cosa pensano di lei i suoi colleghi/amici/parenti/fidanzato", anche se rispetto a quest'ultima un senso in teoria ce l'ha, ed è anche in questo caso un'arma da rigirare a tuo vantaggio perché è qui, ancora una volta, che hai modo di far sapere al selezionatore quello che vuoi che sappia di te. Sempre che ti sia preparato prima e non ti faccia cogliere in fallo.

Ti spiego: lo scopo della domanda è capire che percezione tu abbia di te stesso. Se ti colgo impreparato, potrei avere maggiori chances di capire che tipo sei. Ma se tu hai ragionato sulla domanda, dovresti aver tirato fuori dal cilindro le qualità migliori che ti contraddistinguono. Attenzione: siamo pur sempre a un colloquio di lavoro, quindi restringi il campo all'ambito professionale!

Un'altra cosa: sii originale.

E no, "simpatica, solare, estroversa" non è una triade che funziona, non fuori da The Club per lo meno.

Comunque di solito trovare 3 pregi è il minore dei problemi, a meno che tu abbia un'autostima sotto le scarpe. Quello che è più problematico è recuperare 3 difetti che non portino alla conclusione del colloquio entro 30 secondi. Il trucco, qui, è di trovare dei finti difetti, che in realtà possono essere visti con occhio favorevole. Il classico esempio? "Sono molto preciso, quasi pignolo", oppure "Se non ho portato a termine un lavoro non riesco a darmi pace". Ovviamente non vale usarli davvero a colloquio perché se sono sempre quelli poi il selezionatore mangia la foglia...
In alternativa, potrebbe essere utile identificare, più che dei difetti, delle aree di miglioramento: "Non ho avuto significative esperienze di gestione di collaboratori ma sono certa di non incontrare grandi difficoltà". Anche qui, ovviamente, il tutto deve essere vero: bluffare, alla lunga, non paga.

Ci stiamo avvicinando al termine del colloquio. Ancora un po' di pazienza: prossimamente affronteremo il tema del contratto e della retribuzione.

Nel frattempo... ti sono capitate altre domande strane che ti hanno lasciato a bocca aperta e a cui non hai saputo rispondere in maniera soddisfacente? Scrivile nei commenti e vediamo insieme cosa avresti potuto dire!

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