venerdì 7 novembre 2014

Il colloquio - parte 4

Eccoci, siamo alla fase finale del colloquio: vi siete raccontati tutto, il selezionatore ha soddisfatto le sue curiosità e ora potrebbe essere arrivato il momento di soddisfare le tue.
Se non è già stato fatto all'inizio, questo potrebbe essere il momento in cui ti viene spiegato in maggior dettaglio il ruolo per il quale si sta svolgendo l'intervista. Alla fine, è molto probabile che ti venga chiesto se hai domande, e la risposta sarà un bel "Sì!": è meglio uscire dall'incontro avendo tutto chiaro in testa, e questo è il momento per fugare ogni dubbio, ma attenzione...le domande devono attenere al ruolo e alle attività, non ai periodi di ferie, a dove è posizionata la scrivania o se c'è la macchinetta del caffè...
Se invece ti è già stato spiegato tutto alla perfezione, una strategia potrebbe essere quella di "riassumere" quanto appena illustrato, della serie: "Dunque, se ho capito bene, mi dovrò occupare di questo e quest'altro". Se non altro, il tuo interlocutore saprà che state parlando della stessa cosa.

Arrivano ora gli aspetti spinosi, o per lo meno quelli più delicati da discutere: parlo naturalmente del contratto e della retribuzione.

Dunque, qui bisogna intanto capire che tipo di colloquio c'è stato: non è detto infatti che si parli di questi argomenti già nel primo incontro, se l'azienda intende attuare un processo di selezione a più fasi.
Se è stata solo un'intervista a scopo conoscitivo, è probabile che l'obiettivo fosse quello di approfondire più che altro il profilo professionale, le competenze e le esperienze, per archiviare il tutto in database e valutare successivamente le posizioni da sottoporti: questo è il caso soprattutto di agenzie per il lavoro ed head hunters.
In questo caso resta anche tu su questo piano e rimanda ad un successivo contatto gli approfondimenti sulla parte economica, quando avrai maggiori dettagli sul tipo di lavoro.

Se invece la posizione è già definita, ma il selezionatore alla fine del colloquio non accenna a parlare di soldi, potrebbe essere rischioso farlo tu per primo: è il segreto di Pulcinella, ovvio che non lavoriamo solo per la gloria, eppure la questione economica risulta sempre un po' antipatica da affrontare, perché si finge che siamo lì solo per puro e semplice interesse professionale.
Se proprio non puoi fare a meno di aspettare, o semplicemente non vuoi perdere tempo in una selezione inutile, puoi accennare il tema in modo molto soft, magari premettendo proprio che non vuoi far perdere tempo a nessuno, in quanto non sei interessato ad alcune tipologie contrattuali specifiche. Non metterei invece le mani avanti sul corrispettivo economico, lasciando il tutto alla contrattazione successiva, una volta che il ruolo e le mansioni siano stati chiariti.

E alla fine?
Non lasciarti cogliere impreparato da un generico "Le faremo sapere": fai sempre in modo di sapere quali sono i tempi previsti per la selezione. Questo ti permetterà di valutare se il silenzio dell'azienda è normale o troppo prolungato, e ti dà il diritto di alzare la cornetta o mandare una mail per chiedere aggiornamenti sulla tua candidatura, se il periodo previsto è già trascorso. Non avere paura di farlo, se tieni veramente a quel posto di lavoro, perché dimostra che sei interessato; al contempo non essere assillante, segui le indicazioni che ti vengono fornite sulle tempistiche e, anche se troverai sicuramente persone che si sentono scocciate da questo atteggiamento, nella maggior parte dei casi potrai almeno avere indicazioni certe sull'esito del colloquio.
Un esempio per tutti: quando ancora ero consulente di outplacement, una mia candidata aveva sostenuto un colloquio interessante con una bella azienda; le avevano prospettato un paio di settimane prima di concludere le selezioni e, non avendo avuto notizie, passato qualche giorno dal termine indicato lei stessa aveva contattato l'azienda per avere aggiornamenti. In questo modo seppe che l'incontro era andato molto bene e avevano intenzione di assumerla; solo c'era stato un rallentamento per via del direttore del personale che si era fratturato una gamba ed era in malattia.
Certo possiamo obiettare che magari l'azienda, se davvero interessata, avrebbe potuto farsi sentire con la signora per informarla...ma spezzerò una lancia nei confronti dell'ufficio risorse umane, che sarà sicuramente stato oberato di pratiche più urgenti.

Arriviamo infine al momento dei saluti: una bella stretta di mano, decisa com'è stata quella dell'inizio, un ringraziamento per il tempo che ti è stato dedicato, infine la reciproca promessa di risentirsi a breve.

Ora non resta che aspettare pazientemente...e continuare a spedire CV.

1 commento:

  1. Chiara mi scrive un messaggio:
    "Secondo te chiamare dp un colloquio, aspettando ovviamente qualche giorno, per sapere com'è andata e se hanno deciso chi assumere può risultare "scortese"?
    Ho fatto un colloquio venerdì e mi hanno detto avrebbero chiamato solo la persona da assumere entro 10 giorni dal colloquio.. Se verso la fine della settimana chiamo per avere notizie? Vorrei sentirmi dire no se così fosse ma almeno ho una risposta...perché chiameranno solo per il si!! Grazie mille"

    In generale ti direi di chiamare, ma comunque dopo che è passato il tempo che ti hanno dato. In questo caso però sono stati piuttosto precisi sulle modalità di riscontro, per cui se passano 10gg e non si fanno sentire, saprai già che la risposta è no. Chiamarli, andando contro le loro indicazioni, potrebbe risultare un po' antipatico...
    Se è una società che fa spesso ricerche tienila comunque sott'occhio: se dovessero avere ancora bisogno, allora li puoi richiamare dicendo che hai già fatto il colloquio.
    Spero di esserti stata d'aiuto!

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