mercoledì 21 ottobre 2015

Formazione

Una riflessione a caldo...
 
Abbiamo un collega fermo da parecchio, perché non ci sono opportunità per lui, presso i nostri clienti.
Attenzione: non è che non ci siano richieste per la sua figura (per quanto poche), ma non ci sono per lui.
 
Per lui che, pur lavorando in ambito informatico non ha una connessione internet a casa.
Per lui che non è interessato ad imparare cose nuove nemmeno "on the job".
Per lui che non segue un corso di aggiornamento da anni.
Per lui che aspetta che un lavoro gli piova da cielo, evidentemente.
 
Potrei soffermarmi sulla necessità di alzare il posteriore dalla poltrona e fare il possibile per cercare una nuova collocazione, ma la riflessione che mi è scaturita oggi è più incentrata sul tema della formazione.
 
Secondo me la formazione dovrebbe essere un obiettivo personale: in un sistema del lavoro dove difficilmente si resta nella stessa azienda per tutta la vita occorre capitalizzare e far crescere le proprie competenze, essere responsabili della propria evoluzione.
Ad ognuno il proprio livello
di formazione...
 
Se una determinata tematica ti sta a cuore, investici!
Investi in libri, corsi, elearning...
Investi tempo e investi soldi, anche, certamente: e non inveire contro l'azienda che non ti paga i corsi, è un inutile spreco di energie. Certo, il contributo del datore di lavoro sarebbe oltremodo gradito, ma la sua assenza non deve essere un freno alla formazione: sono convinta che, se non si segue un corso solo perché l'azienda non lo paga, allora non ci si tiene veramente.

Sì, lo so, ci possono essere tante motivazioni, ma guardati allo specchio e pensa seriamente a quanto ci tieni: se la risposta è "Tanto!" allora che aspetti? Informati! Iscriviti!
 
Facciamo un rapido collegamento anche al tema del personal branding: stringi stringi, ma alla fine è comunque compito tuo svilupparlo e non ci sono scuse che tengano. Il brand è il tuo, devi promuoverlo sul mercato e si sa, i clienti vogliono sempre il meglio...
 
E tu come la vedi? Sei riuscito a dedicarti alla tua crescita professionale? O stai ancora aspettando un motivo per iscriverti a quel corso di formazione? 

lunedì 5 ottobre 2015

Come cercare lavoro - l'autocandidatura

Mi è appena arrivato il CV di un responsabile di magazzino.
Io lavoro come recruiter in una società di consulenza informatica.
Ovviamente il CV non l'ho nemmeno letto: ho aperto il file, ho visto RESPONSABILE DI MAGAZZINO (sic) e ho chiuso il file.
Mail cestinata.

Che crudele, eh?

Sì, beh, se proprio vuoi magari un po' crudele sono stata, ma tanto lui non lo saprà mai e indirettamente finirò nel gruppo degli str**** che non gli hanno risposto, e amen.

Però.

Se avesse ragionato un po' prima, se avesse dedicato al nostro sito internet anche solo lo stesso tempo che ho dedicato io al suo CV, avrebbe risparmiato un invio, perché è evidente che non avremo mai bisogno di un profilo come il suo, né per noi né per i nostri clienti.

La regola base dell'autocandidatura è quella di selezionare bene prima i destinatari: suvvia, fai anche tu un po' di lavoro di screening (non lasciarlo tutto a noi!) e individua le aziende a cui potenzialmente il tuo profilo potrebbe interessare.

Perché? Semplicemente perché fare un invio mirato ti consente di avere maggiori possibilità di essere chiamato: vale la stessa regola che per la selezione degli annunci di lavoro. Sparare nel mucchio fa solo sprecare tempo e cartucce e alla fine l'impressione che ricaverai sarà di delusione: "ho mandato 1500 CV, perché non mi chiama nessuno?"
Un po' deprimente, non trovi?

Quali criteri utilizzare?
Vicinanza geografica. Valuta dove sei disposto ad andare a lavorare: è inutile inviare spontaneamente un curriculum in un'azienda a 50km da casa se solo l'idea di entrare in tangenziale ogni mattina ed ogni sera ti fa venire il voltastomaco. Se invece la distanza non è un problema per te, rendi la cosa esplicita anche nella tua candidatura.

Dimensione dell'azienda: le dimensioni contano, eccome! Contano perché tutti magari sogniamo la megamultinazionale col brand di richiamo, ma poi non siamo i tipi che si adeguano a certe rigide formalità. Contano perché se sei un Direttore Megagalattico il tuo profilo può non essere di interesse in un'azienda a conduzione famigliare.

Settore di appartenenza: ovviamente mi rifaccio all'esempio all'inizio del post...e dall'altra parte altrettanto ovviamente ci sono casi di profili professionali trasversali (centralino, amministrazione...) in cui il settore ha scarsa rilevanza.

Stato di salute dell'azienda se lo conosci, ovviamente: ma mi immagino che ragionevolmente non manderai il tuo CV alla ditta sotto casa che da 6 mesi ha fuori gli striscioni dei sindacati e la tenda di chi fa il picchetto...

A chi indirizzare la candidatura?
Affronto questo punto per riprendere il suggerimento che tempo fa mi aveva passato Marta:
ma vogliamo parlare anche dell'indirizzo a cui inviare i cv?! cioè, tu lo fai per mestiere e a te giustamente arrivano i curricula... ma sai quanti cv sono arrivati a me negli anni ai vari indirizzi comunicazione@ o ufficiostampa@... ?! ma perché??
La questione è piuttosto delicata, perché non sempre è facile capire a chi va mandata la mail (sto dando un po' per scontato che si sia oramai abbandonato l'invio cartaceo...per quanto in alcuni casi non lo scarterei a priori)
Diciamo che il buon senso dovrebbe portarti a cercare l'indirizzo delle risorse umane (personale@..., risorseumane@....., hr@..., recruiting@...), evitando a pie' pari i vari marketing@..., amministrazione@...., info@.... a meno che siano espressamente indicati come destinatari.

Spesso e volentieri sul sito stesso dell'azienda c'è una sezione "Lavora con noi", che può portare il tuo curriculum direttamente sulla scrivania del Direttore del Personale, tanto quanto nel suo cestino...
Diciamo che, a parte i casi di aziende specifiche che hanno sempre delle ricerche aperte, qui la fortuna gioca un ruolo piuttosto importante nel far sì che si incrocino positivamente il momento in cui l'azienda sta cercando un profilo proprio come il tuo, e il tuo curriculum.

In conclusione: l'autocandidatura è un canale da esplorare senza ombra di dubbio, ma sempre rimanendo consapevole che non è quello con la maggior possibilità di successo.

Quali sono le tue esperienze in merito? Trovi che sia uno strumento comunque efficace? Se vuoi portarci la tua esperienza o condividere dubbi e domande, lo spazio dei commenti è tutto tuo!