domenica 24 gennaio 2016

Eduscopio: cos'è, a cosa serve, perchè è uno strumento interessante su più fronti.

Ok, non avevo capito un'acca. Quindi, ora ricapitoliamo per bene.


Qualche giorno fa sulla pagina Facebook avevo segnalato con entusiasmo un sito, che avevo scoperto tramite la newsletter di Pietro Ichino. Avevo letto e sfogliato un po' velocemente dal telefono e la faccenda mi aveva entusiasmato...anche perchè questo è un periodo abbastanza caldo per il tema orientamento scolastico, tra scelta della scuola e preiscrizioni on line.



Comunque in pratica la Fondazione Giovanni Agnelli ha creato Eduscopio, uno strumento per il monitoraggio degli istituti scolastici di formazione secondaria, misurandone la qualità attraverso un valore oggettivo, quali i risultati degli esami universitari degli allievi.

In questo modo fornisce un metro di valutazione sia agli studenti e alle famiglie per la scelta della tipologia di studi e di scuola, sia per gli istituti stessi, come sprone (si spera) ad una riflessione e ad un miglioramento continuo della propria offerta formativa e della sua qualità.

Se volete provare a vedere come funziona, potete farlo direttamente da questo link


Attenzione però:  

"le informazioni offerte sono particolarmente utili a comparare la qualità dell’offerta formativa dei percorsi liceali e di quelli tecnici, per i quali il passaggio successivo verso studi di livello universitario è considerevole e comunque più probabile. Eduscopio non offre invece informazioni sui percorsi più professionalizzanti (istituti professionali e formazione professionale regionale) la cui missione formativa andrebbe valutata innanzitutto sulla base degli esiti occupazionali degli allievi."


Proprio per questo motivo, è nato da poco EduscopioLavoro, che era quello segnalato da Ichino, e che al momento è ancora in fase Beta:

Dopo il successo di Eduscopio.it che consente agli studenti di confrontare licei e istituti tecnici sulla base della loro capacità di preparare agli studi universitari, nasce EduscopioLavoro. 
EduscopioLavoro offre a studenti e famiglie informazioni semplici e comparabili su come gli istituti tecnici e professionali – statali e paritari - preparano i propri studenti per il mondo del lavoro. In particolare, analizzando i risultati lavorativi ottenuti dai diplomati di ogni singola scuola, EduscopioLavoro prova a dare una risposta chiara alle domande “Se frequentassi questa scuola …”:... troverei lavoro dopo il diploma?... quanto tempo impiegherei per avere un primo contratto di lavoro significativo?... farei quello per cui ho studiato e mi sono preparato o si tratterebbe di un lavoro qualsiasi? 
Ma oltre a questo EduscopioLavoro è in grado di dare numerose altre informazioni preziose. Ad esempio, può dire se i diplomati di una scuola hanno accesso a occupazioni più o meno stabili (contratti a tempo determinato/indeterminato), qual è la quota di lavori saltuari (contratti di pochi giorni) rispetto a quelli significativi (almeno 1 mese), quanti sono coloro che lavorano ma studiano anche all’università, quanto lontano da casa trovano lavoro i diplomati.

Ti ho abbastanza incuriosito? Non è uno strumento molto utile?


Su, confessa: adesso vuoi vedere com'è posizionata la tua scuola, vero? Puoi farlo da qui!


Detto questo, per me è ancora presto per utilizzare questo strumento, ma ne terrò traccia, sperando che tra qualche anno sia ancora esistente ed aggiornato...nel frattempo vado a iscrivere il grande alla scuola primaria ;-)



NB: i corsivi sono presi dai rispettivi siti Eduscopio.

mercoledì 20 gennaio 2016

Prendere per mano

Mi capita sempre più di frequente di fare colloqui di orientamento anziché di selezione, quando incontro dei giovani candidati.

Ultimamente è diventato un mio pallino, è evidente, ma è anche evidente che sempre più inciampo in casi come quello di oggi, dove un ragazzo con meno di 2 anni di esperienza nella consulenza e ancora davanti a sè un anno e mezzo di apprendistato, pur soddisfatto del suo lavoro e desideroso di proseguire il percorso intrapreso, si candida "al buio" (senza rispondere ad un annuncio) dal nostro sito e si dichiara interessato ad una posizione che non è coerente col suo percorso.

Dopo 5 minuti, dopo avergli espresso le mie perplessità e dopo avergli consigliato di rimanere dov'è e consolidare la sua posizione, ha concordato con me e mi ha ringraziato del confronto.

Sono uscita perplessa, da questa chiacchierata: sono io che sto esagerando, o i ragazzi hanno sempre più bisogno di essere presi per mano e guidati?

giovedì 14 gennaio 2016

Neet: un modo, forse, per prevenire alla radice...

Alla riunione per la scuola primaria, ieri sera, la dirigente ha detto tante cose: su alcune sono d'accordo, su altre un po' meno (anche se non me le ricordo e quindi forse niente di eccessivo...) ma un concetto mi ha fatto pensare, e ancora non ho capito se in positivo o in negativo.
Ha parlato di comptetitors dei nostri bambini. Bambini coreani, giapponesi, americani che a 6 anni sono più avanti dei nostri, che sanno accudire un fratellino e scaldarsi la minestra (per lo meno i coreani, gli americani non lo so).
Ora io non so se a 6 anni la cosa può essere esagerata, avere un aspetto molto aziendale e troppo orientato al business, la minaccia di rubare l'infanzia a questi poveri cuccioli che già crescono troppo in fretta...
Però, ripensandoci, forse è stato solo il termine "competitor" che mi ha stonato un po', perchè il concetto di fondo in realtà lo condivido.
foto di littleburu
Non si tratta di far crescere in fretta i bambini, toglier loro il tempo del gioco, o trasformarli in piccoli adulti orientati al business (quale, tra l'altro?)... si tratta di gettare le basi della loro autonomia, quella sì; della loro capacità di saper prendere delle decisioni e risolvere il loro piccoli problemi. Si tratta di prevenire la dipendenza da mamma e papà per ogni cosa della vita, anche quando saranno grandi.

Forse in questi giorni sono anche influenzata dalla lettura di "NEET. Giovani che non studiano e non lavorano" (Vita&Pensiero, 2015) e ad un certo punto si parla proprio dell'inadeguatezza della scuola nel preparare i giovani al mondo del lavoro, non trasmettendo competenze aggiornate e lasciandoli allo sbaraglio sia nel momento della scelta del percorso di studi, che in quello dell'uscita verso la professione.

Però le basi, in effetti, vanno gettate anche prima, molto prima.

martedì 12 gennaio 2016

Mentee, uno strumento diverso per l'orientamento

Grazie a Twitter ho appena fatto una scoperta mooolto interessante nell’ambito dell’orientamento: Mentee.

Si tratta di una piattaforma a cui gli studenti si possono iscrivere per trovare un “mentor” che li guidi nel delicato passaggio tra fine degli studi ed inizio del lavoro.
dal sito Mentee
Copioincollo direttamente il loro manifesto perché non saprei come descrivere meglio quello che fanno:

Mentee nasce per facilitare la transizione dei giovani studenti al lavoro, proponendo un approccio al mentoring libero e non convenzionale. Alla base di Mentee ci sono due convinzioni.

Qualunque sia il loro campo di specializzazione, il primo bisogno dei giovani diplomati o neolaureati è ricevere ascolto, conoscere esempi positivi, essere incoraggiati e non sentirsi soli nelle scelte decisive per il proprio futuro professionale.

Dall’altro lato, molti professionisti, top managers e imprenditori, hanno una attitudine spiccata al trasferimento delle conoscenze. Parliamo di mentor nati, maestri instancabili, pronti ad affiancare, ascoltare ed indirizzare i giovani a scelte consapevoli.

Mentee vuole avvicinare queste due dimensioni: il bisogno di guida e orientamento dei giovani studenti con un futuro professionale tutto da costruire, e il commitment di una community di professionisti che - con vocazione e passione - si dedica alla formazione e all'orientamento dei leader di domani.


Prova a dare un’occhiata al loro sito e se ti iscrivi…hai voglia di raccontarci come va?